(Adnkronos) - Proprio in considerazione del fatto che a loro giudizio la causa del decesso e' stata la sindrome da inanizione, i periti scrivono nella relazione che "appare anche inutile perdersi in discussioni sulla causa ultima del decesso. Se cioe' esso sia da ricondursi terminalmente a un disturbo del ritmo cardiaco piuttosto che della funzionalita' cerebrale, trattandosi di ipotesi entrambe valide ed ugualmente sostenibili. Questo anche in considerazione del fatto che il decesso (vuoi per causa ultima cardiaca, vuoi per causa ultima cerebrale) intervenne nelle prime ore della mattinata del 22 ottobre, quando quanto meno a partire da 2-3 giorni prima gia' si era instaurato il catabolismo proteico, indice come abbiamo visto sopra di una prognosi a 'breve' sicuramente infausta".



