L'Aquila, 22 ott. - (Adnkronos) - "L'Ingv esprime tutto il suo rammarico e la sua preoccupazione per la sentenza di primo grado del processo a L'Aquila, che condanna i componenti della commissione Grandi Rischi, il vice capo dipartimento della Protezione Civile, il direttore dell'Ufficio Rischio Sismico della Protezione Civile e il direttore pro-tempore del Centro Nazionale Terremoti dell'Ingv. Il nostro pensiero va ancora una volta alle vittime del terremoto e ai loro parenti: sappiamo che nessuna sentenza potra' mai ricompensare gli affetti perduti". E' quanto si legge in una nota dell'Ingv. "Ma e' importante considerare che la sentenza costituisce un precedente - prosegue - in grado di condizionare in modo determinante il rapporto tra esperti scientifici e decisori,non solo nel nostro Paese. La sentenza di condanna di L'Aquila rischia, infatti, di compromettere il diritto/dovere degli scienziati di partecipare al dialogo pubblico tramite la comunicazione dei risultati delle proprie ricerche al di fuori delle sedi scientifiche, nel timore di subire una condanna penale. Quale scienziato vorra' esprimere la propria opinione sapendo di poter finire in carcere?". "L'Italia e' uno dei Paesi maggiormente sismici al mondo - prosegue l'Ingv - dove ogni giorno avvengono decine di terremoti, la maggior parte dei quali non sono percepiti dalla popolazione. Questa attivita' sismica e' monitorata dall'Ingv 24 ore su 24, tutti i giorni dell'anno. Sulla base dei dati storici e dei risultati della ricerca che Ingv svolge, l'Istituto ha contribuito a elaborare una mappa di pericolosita' sismica dell'Italia, tra le piu' avanzate del mondo, che e' un importante strumento di conoscenza e prevenzione in materia di terremoti". (segue)




