Torino, 24 ott. - (Adnkronos) - L'Istituto Zooprofilattico di Torino diventa la Csi degli alimenti. Per smascherare le frodi alimentari, il centro ha attivato l'analisi del Dna, un po' come avviene nelle indagini di medicina legale in ambito giudiziario, che permette di rintracciare l'orgine dei prodottti che tutti i giorni i consumatori portano in tavola per fugare ogni dubbio sull'autenticita' di cio' che hanno acquistato. La nuova metodica e' una delle dimostrazioni pratiche che l'Istituto offre ai visitatori del Salone del gusto di Torino: nello stand, il direttore del centro, Maria Caramelli e i tecnici del laboratorio estrarranno infatti il dna da una banana. utilizzando come reagenti prodotti di impiego comune, il detersivo per piatti utilizzato per sciogliere le menbrane cellulari della frutta che sono fatte di molecole ricche di grassi, il sale da cucina che separa il dna dalla molecoli dalle quali e' avvolto, il succo d'ananas che degrada le proteine in semplici aminoacidi purificando il dna e l'alcol 'rosa' denaturato che fa 'precipitare' il dna rendendolo visibile a occhio nudo. "Riuscire a individuare il dna degli alimenti - ha spiegato Caramelli - e' molto importante, sia perche', soprattutto in un mercato globalizzato come l'attuale, permette di rintracciare le singole speci, in secondo luogo e' importante dal punto di vista sanitario sia per combattere eventuali allergie che potrebbero manifestarsi in consumatori ignari, sia per conoscere l'esatto paese di provenienza di un prodotto", ha concluso.




