Palermo, 27 ott.- (Adnkronos) - "Va detto senza peli sulla lingua: l'Agenzia per i beni confiscati non funziona e sono disposto a dirlo pure davanti al Capo dell'Agenzia, il Prefetto Giuseppe Caruso. Oggi non funziona, ma non per colpa di chi ci lavora, bensi' perche' e' stata legislativamente concepita male". Il giudice della Sezione di Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, che da anni si occupa di sequestri e confische, boccia senza appello l'Agenzia dei beni confiscati diretta dal Prefetto Giuseppe Caruso. "Non si puo' concepire un'Agenzia che e' finalizzata a gestire delle societa' attive mettendole in mano a un Consiglio direttivo dove ci sono un Prefetto, un rappresentante del Viminale, con tutto il rispetto per questa gente che ci lavora, ma non c'e' un solo manager o un rappresentante del mondo giudiziario - ha detto Licata all'ADNKRONOS a margine di un seminario sul Codice antimafia in corso a Palermo - Il capo dell'Agenzia di Palermo, il colonnello Letizia della Guardia di Finanza, che ha in carico la piu' grande quota di beni confiscati e sequestrati, con tutto il rispetto per lui che stimo, ma non puo' farlo lui. Tante volte lo stesso colonnello si e' venuto a sfogare con me, poveretto...". Alla domanda su quale possa essere una soluzione, il giudice Licata, ha replicato: "dare ad esempio la gestione dell?Agenzia a un manager pubblico, con il controllo di un Prefetto. Ma ci vuole managerialita', non metto un magistrato della Direzione naizonale antimafia come c'e' ma piuttosto un magistrato che per anni si e' occupato di Misure di prevenzione". (segue)




