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Mafia: Cattafi, Di Maggio mi chiese di fare da tramite per fare fermare stragi (2)

domenica 9 dicembre 2012
2' di lettura

(Adnkronos) - "Durante quell'incontro al bar messinese Francesco Di Maggio ricevette una telefonata e dopo pochi minuti arrivarono alcuni carabinieri del Ros, forse quattro o cinque, alcuni erano in divisa e altri in borghese - racconta ancora Rosario Pio Cattafi durante la sua deposizione al bunker del carcere Ucciardone - uno di quegli ufficiali veniva chiamato dal dottor Di Maggio 'Comandante'. Secondo Di maggio mi sarei dovuto rivolgere proprio al Comandante se avessi avuto bisogno di parlare con lui". Il colloquio tra l'ex vicecapo del Dap Franesco Di Maggio, lo stesso Cattafi e gli ufficiali del Ros, secondo quanto dice ancora il dichiarante rispondendo alle domande del pm Antonino Di Matteo, sarebbe duranta "circa trenta minuti. Alcuni degli ufficiali avevano fretta perche' dovevano prendere l'aereo. Poi io sono tornato a Taormina dove vivevo in una villa in affitto". "Gli ufficiali del Ros mi vennero presentati nominativamente - dice ancora Cattafi - ma dopo tanto tempo non e' facile ricordare". Nonostante la sollecitazione alla memoria del pm Di Matteo sui nomi degli ufficiali del Ros, Cattafi replica: "Signor pubblico ministero, non sono un collaboratore di giustizia ma testimone di un fatto avvenuto. In ogni caso non posso fare nomi cosi' accusando qualcuno ingiustamente, come sono ingiustamente accusato io. Ci sono dei momenti nei quali ho l'impressione che sia un nome rispetto a un altro. Poi, dopo una settimana, ho un dubbio. Siccome si tratta di indicare una persona, bisogna avere la certezza prima di indicare il nome di qualcuno". "Mi trovo in una situazione di alterazione - dice ancora Cattafi - tutto questo non mi mette nelle condizioni di essere sereno. Siccome ho un bricolo di coscienza non mi sento di accusare qualcuno o di riconoscere qualcuno tanto per...". Alla domanda se i Ros fossero consapevoli dell'intenzione di Di Maggio di contattare Santapaola per promettergli benefici, Cattafi risponde: "No". Secondo l'accusa, sia li'imputato del processo Mario Mori che Francesco Di maggio, morto da diversi anni, sarebbero stati tra i protagonisti della cosiddetta trattativa tra lo Stato e la mafia.