Napoli, 4 dic. - (Adnkronos) - Dalle malattie infettive ai tumori cutanei, la nostra pelle risente sensibilmente dei cambiamenti ambientali e di quelli climatici in particolare. Alcuni studi, ad esempio, hanno evidenziato che per ogni punto percentuale di riduzione dello spessore dello strato di ozono l'incidenza del melanoma aumenterebbe dell'uno per cento, quella del carcinoma spinocellulare di circa il 4 e quella del basocellulare del 2 per cento. Un aumento della temperatura atmosferica media di 2 gradi e' capace di allungare il periodo riproduttivo di zanzare portatrici di malattie infettive. Cosi' come l'incremento delle precipitazioni e' in grado di determinare una maggiore crescita vegetale, creando microclimi locali umidi che favoriscono la diffusione di insetti. Nella provincia di Napoli nel mese di ottobre le frequenti piogge (ha piovuto 12 giorni su 31) e le temperature piu' elevate rispetto a quelle storicamente rilevate hanno fatto registrare un aumento impressionante di orticaria papillosa, con casi anche gravi in persone anziane. Eppure, le conoscenze riguardanti l'intricato rapporto tra cambiamenti climatici e patologie cutanee necessitano, pertanto, di maggiori approfondimenti. (segue)



