Vicenza, 12 nov. (Adnkronos) - "La difesa idraulica di Vicenza ha bisogno di due cose: argini e bacini. I lavori sugli argini sono a buon punto. Per i secondi, in particolare quello di Caldogno, serve fare presto, altrimenti le parti piu' fragili della citta' andranno sotto ogni volta che ci sara' una piena superiore ai 5 metri e 80". Il giorno dopo l'emergenza, dopo aver annunciato "l'ultimatum" a Regione e Coldiretti per lo sblocco del bacino, il sindaco Achille Variati ha fatto il punto della situazione. Ieri, a ponte degli Angeli, il fiume e' arrivato a 6 metri, ma fino ai 5 metri 70/80 centimetri i lavori strutturali gia' completati e quelli provvisori messi in piedi tra venerdi' e sabato hanno tenuto. Due anni fa il sistema era entrato in crisi gia' a 5 metri e 20. Tutto cio', sommato all'imponente azione di informazione scattata con il pre-allarme di sabato, si e' tradotto in un consistente contenimento dei danni. Con una portata massima nella fase acuta della piena di 300 metri cubi al secondo rispetto ai 340 del 2010 e un livello massimo a ponte degli Angeli di 6 metri rispetto ai 6 metri e 16 di due anni fa, la superficie interessata dagli allagamenti e' stata di 2,3 chilometri quadrati contro i 16,6 chilometri del 2010. Le strade circa 56, contro le 266 della grande alluvione. Stime definitive ancora non ce ne sono, ma solo sul fronte delle auto danneggiate se ne contano un paio, contro le 845 di due anni fa. Quanto alle attivita' produttive, secondo i primi dati raccolti dall'assessore allo sviluppo economico Tommaso Ruggeri, sono stati segnalati alcuni scantinati allagati rispetto alle 575 ditte alluvionate nel 2010. (segue)



