(Adnkronos) - La volta numero tredici e' infatti interamente dedicata alla distillazione e anticipa di qualche anno l'apertura della "fonderia nuova" degli Uffizi avvenuta nel 1586. Nel Seicento l'officina degli Uffizi era celeberrima per la sua produzione farmaceutica che continuo' fino a oltre la meta' del XVIII secolo: i suoi rimedi venivano donati dal granduca in preziosi cofanetti d'ebano ai nobili e ai sovrani di tutta Europa, del Medio Oriente e persino delle Americhe. A quell'epoca oltre ai grandi strumenti per la distillazione, a moltissimi rimedi e innumerevoli ampolle, un'importante raccolta di rarita' naturali di origine animale e vegetale caratterizzava gli spazi della fonderia che era allestita come una vera e propria stanza delle meraviglie. Vi si trovava anche un ambiente interamente dedicato ai pesci e alle "cose impietrite" (fossili e conchiglie), dove furono accolte diverse mummie egiziane - che pure servivano per la preparazione delle medicine - donate al granduca nel 1643. In mostra sara' presente un raro cofanetto di rimedi della Fonderia degli Uffizi, conservato al Museo dell'Accademia di storia dell'arte sanitaria di Roma, un singolare codice plumbeo di alchimia dell'Archivio di Stato di Firenze, alcuni animali tassidermizzati provenienti dal Museo di Storia Naturale dell'Universita' di Firenze e il sarcofago di una delle mummie della Fonderia degli Uffizi riscoperto nei depositi del Museo Archeologico di Firenze. Accompagna l'esposizione, un catalogo, edito da Sillabe, con contributi sull'argomento di Valentina Conticelli, Fausto Barbagli e Gaspare Baggieri.




