(Adnkronos) - In particolare la Procura di Genova chiedeva in Cassazione l'applicazione del reato di tortura nei confronti dei 25 imputati nel processo per irruzione alla scuola Diaz durante il G8 a Genova in base alla normativa europea sui diritti dell'uomo. Un giudizio non condiviso dalla pubblica accusa di piazza Cavour che, chiedendo l'inammissibilita' del ricorso dei colleghi di Genova, ha sottolineato che in proposito "c'e' una riserva di legge" che impedisce l'applicazione del reato richiesto. Il pg Pietro Gaeta, inoltre, ha chiesto di dichiarare inammissibile il ricorso della difesa dei 25 imputati in relazione alla richiesta della riapertura del processo. In particolare, la difesa dei poliziotti, citando una sentenza di Strasburgo, chiedeva di riascoltare delle testimonianze non ammesse in appello. Va detto che il sostituto procuratore generale della Cassazione oggi ha affrontato soltanto le questioni preliminari del processo sull'irruzione alla Diaz. Domani continuera' la requisitoria di una vicenda per la quale sono ormai trascorsi 11 anni dai fatti. Un caso complesso che dovra' essere analizzato dalla quinta sezione penale (il verdetto arrivera' entro venerdi') con 25 imputati tra dirigenti, funzionari e agenti di polizia comprese alcune figure di vertice degli apparati investigativi italiani. Come Franco Gratteri, capo della direzione centrale anticrimine, Gilberto Caldarozzi, capo del servizio centrale operativo; Giovanni Luperi, capo dipartimento analisi dell'Aisi. Tutti presenti la notte del 20 luglio 2001 davanti alla scuola del blitz. La sentenza della Corte d'Appello di Genova del 18 maggio 2010 aveva gia' cancellato i reati 'violenti' come le lesioni. Per tutti resta in piedi solo il reato di falso in atto pubblico (si prescrivera' nel 2013) a carico di chi firmo' i verbali di arresto e perquisizioni.




