Torino, 11 giu. - (Adnkronos) - Dure prese di posizione di Pdl e Lega torinesi alla richiesta di archiviazione dell'inchiesta aperta nei confronti di una donna di religione islamica che era stata denunciata da un cittadino poiche' stava entrando in un supermercato con il volto coperto dal burqa. "La decisione della Procura torinese stupisce e preoccupa", sottolinea il vice coordinatore del Pdl del Piemonte, Agostino Ghiglia che preannunciando un'interrogazione al ministro della Giustizia, aggiunge "e' una decisione che va nella direzione opposta rispetto alla necessita' di difendere e tutelare i diritti delle donne, in questo caso musulmane, respingendo interpretazioni religiose aggressive e superstiziose.Dovremmo prendere esempio di corretta integrazione e convivenza dalla Francia che nel 2010 ha approvato un provvedimento contro l'uso del velo integrale a garanzia di uguaglianza, rispetto della dignita' umana e di donna e, non ultimo, rispetto in tema di sicurezza, in quanto il burqa non consente l'identificazione della persona". "E' difficile non rimanere amareggiati da una richiesta che, a prescindere dalla legalita' e dal rispetto delle scelte personali, va a discriminare le donne che in un determinato credo religioso debbono spesso loro malgrado circolare con il viso del tutto nascosto dal burqa - aggiunge per la Lega Mario Carossa, capogruppo a Palazzo Lascaris - io rimango dell'idea che uno Stato che voglia dirsi davvero liberale e laico, per l'innegabile necessita' di sicurezza e di riconoscimento della persona, debba porsi se il caso anche al di sopra delle usanze religiose". Infine, per il consigliere comunale del Pdl, Maurizio Marrone si tratta di "un enorme passo indietro sul terreno dell'integrazione culturale degli immigrati nella nostra societa' e dei diritti delle donne. In un tempo in cui si moltiplicano le violenze contro donne straniere perseguitate e addirittura uccise per aver abbracciato costumi occidentali, avvallare l'utilizzo di un indumento che travisa il volto, puntando ad annullare l'immagine e l'identita' della donna e' un atto irresponsabile e pericoloso".




