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Influenza: esperto Siti, italiani in fuga da vaccino, offrirlo dai 60 anni

Salute
domenica 17 giugno 2012
Influenza: esperto Siti, italiani in fuga da vaccino, offrirlo dai 60 anni

2' di lettura

Roma, 12 giu. (Adnkronos Salute) - Italiani in fuga dal vaccino anti-influenza. "L'adesione degli operatori sanitari è da sempre molto bassa: secondo i nostri dati non supera il 15%. Ma a preoccupare è la disaffezione degli 'over 65': se prima eravamo ben oltre il 70%, negli ultimi due anni il dato è sceso sotto il 60%, un effetto negativo dello scampato allarme pandemia. Dopo la grande paura, infatti, l'immunizzazione ha fatto flop". Lo spiega all'Adnkronos Salute Carlo Signorelli, ordinario di Igiene all'Università di Parma e coordinatore del Gruppo Vaccini Siti (Società italiana di igiene, di cui è vicepresidente), che oggi al Sanit 2012 a Roma illustrerà una serie di strategie utili a invertire la rotta: "Fra queste, abbassare l'offerta gratuita e attiva già ai sessantenni". "Il problema - prosegue l'esperto - è che la vicenda pandemica ha fatto pensare che il pericolo non esiste. Ma questo non è vero: tra influenza stagionale e sindromi influenzali ogni anno si ammalano 6-9 milioni di italiani, con 8 mila morti". E i soggetti fragili rischiano di più. Insomma, "a conti fatti l'influenza è un'importante causa di morte. Dunque è opportuno mettere in atto una serie di iniziative per aumentare la percentuale di immunizzati e arrivare alle quote consigliate a livello internazionale". Se per stimolare l'adesione degli operatori sanitari "mirata a proteggere se stessi, ma soprattutto i pazienti, è importante che il ministero porti avanti iniziative ad hoc, è essenziale anche intervenire sull'adesione volontaria dei soggetti sani - dice Signorelli - Siamo convinti che abbassare l'offerta attiva e gratuita alle persone di 60 anni possa essere una misura utile a ridurre la circolazione del virus. Inoltre si può pensare a sistemi premianti per i medici di base al raggiungimento di determinate coperture (dunque non per ogni singolo soggetto vaccinato). Infine - conclude - occorre realizzare un'anagrafe vaccinale, per avere un quadro preciso e aggiornato della situazione".