Roma, 12 giu. (Adnkronos Salute) - Assicurare nei prossimi anni la sostenibilità del sistema sanitario nel campo dell'oncoematologia. Una missione che interessa oltre 2 milioni di italiani che hanno combattuto il cancro, o lo stanno ancora facendo. Un esercito di persone portatrici di nuovi bisogni, con un costo sociale di 36,4 miliardi di euro annui e che, in 3 casi su 4, considera la disponibilità delle terapie come una priorità imprescindibile. Si è parlato di questo, oggi a Roma, durante un incontro dal titolo 'Sostenibilità del sistema salute e innovazione in oncoematologia: dalla ricerca al paziente'. All'appuntamento hanno partecipato esponenti del mondo politico, delle società scientifiche, delle associazioni di pazienti e dell'industria farmaceutica. Per Massimo Russo, assessore siciliano alla Sanità, "la spending review non deve tradursi in tagli a beni, servizi e dispositivi medici. Piuttosto deve essere l'occasione per una reale riduzione degli sprechi". Carla Collicelli, vicedirettore del Censis, ricorda che "in Italia il costo sociale dei tumori ha un costo considerevole sulla vita dei pazienti. Bisogna intervenire per ridurre il costo, ma senza compromettere i servizi e garantendo la loro fruibilità". Per Francesco De Lorenzo, presidente della Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia (Favo), "solo la piena operatività del Piano oncologico nazionale può mettere fine, in Italia, alle inaccettabili disparità tra i malati di cancro nelle diverse regioni".




