Palermo, 13 giu. - (Adnkronos) - "Ho ricevuto oggi una delegazione degli armatori dei pescherecci Maestrale, Sirrato e Boccia II e dei familiari dei marittimi in stato di fermo a Bengasi, che mi hanno espresso i sentimenti di angoscia per la mancata risoluzione positiva della vicenda. Gli stessi mi hanno consegnato una lettera che hanno inviato al presidente della Repubblica appellandosi alla Sua rinomata sensibilita' ed alla Sua autorevolezza internazionale affinche' intervenga presso il Governo libico per la liberazione dei marittimi e dei natanti". Lo dice il sindaco di Mazara del Vallo, Nicola Cristaldi, al termine dell'incontro con gli armatori e familiari dei motopesca mazaresi, fermati giovedi' scorso da militari libici a circa 42 miglia dalla costa libica e condotti nel porto di Bengasi, dove si trovano attualmente. "Nella lettera inviata dai familiari al capo dello Stato - spiega il primo cittadino - viene sottolineato che i marittimi hanno sempre lavorato per meno di mille euro al mese per cercare di mantenere le proprie famiglie con dignita' e che sono rinchiusi in carcere, accusati di reati di cui non si conosce ne' la portata ne' l'esatta definizione. I familiari dei marittimi, nella lettera sottolineano inoltre "il ruolo svolto dalla marineria mazarese che si e' distinta in operazioni di solidarieta' e di soccorso in mare" e trovano "paradossale che proprio questi marittimi insigniti di onorificenze per avere salvato decine di vite umane oggi si trovino in carcere in un Paese del quale - scrivono - vogliamo ancora ritenerci amici". "Seguiamo costantemente l'evolversi della vicenda - conclude Cristaldi - fiduciosi che gli sforzi messi in campo dalle nostre Autorita' diplomatiche possano produrre in tempi brevi gli effetti sperati".




