Milano, 13 giu. (Adnkronos) - "Seppi di una intrusione informatica" nei computer di Rcs "nell'autunno del 2004, tra fine novembre inizio dicembre, da Vittorio Colao, amministratore delegato del gruppo, che una sera mi chiamo' e mi disse che era accaduta una cosa che lo preoccupava". A riferirlo Paolo Mieli, ex direttore del Corriere della Sera e attuale presidente di Rcs Libri. "Mi prego' di non parlarne con nessuno perche' ancora andavano cercate le prove. Ma risulto' una intrusione nei computer di alcuni collaboratori, tra cui quello di Massimo Mucchetti. Era molto preoccupato" fa sapere Mieli. A domanda specifica, Mieli spiega che allora Colao "non cito' Telecom". Del fatto che la societa' fosse implicata "ebbi contezza piena - ricorda - nella tarda primavera del 2006 quando L'Espresso pubblico' un'inchiesta sulla introduzione di hacker al Corriere della Sera". L'ex direttore del quotidiano aggiunge anche che "con Colao tornammo piu' volte sull'argomento. Non c'erano state novita' e anche l'inchiesta de L'Espresso non presentava novita' se non mettere al centro la sicurezza Telecom". Mieli conferma infine che della vicenda ne parlo' "piu' tardi" con Marco Tronchetti Provera: "mio amico personale da molti anni e azionista Rcs".




