Milano, 13 giu. (Adnkronos Salute) - Più vitali, più felici e persino più sani, pronti ad affrontare le sfide della vita con più slancio e meglio 'equipaggiati' contro il rischio di malattie. E' più o meno questo il ritratto delle persone naturalmente portate a svegliarsi presto al mattino, secondo uno studio dell'università di Toronto, che dimostra scientificamente quanto teorizzato dal proverbio: chi dorme non piglia pesci. Quasi fossero geneticamente programmati per comportarsi da perfette 'allodole' - spiegano sulla rivista 'Emotion' i ricercatori diretti da Renee Bliss, intervistata anche dal quotidiano britannico 'Telegraph' - i mattinieri che alle 7 sono già svegli e performanti, rispetto ai 'gufi' che se potessero poltrirebbero nel letto fino alle 11, sono più in pace con il mondo perché i loro ritmi biologici coincidono con quelli imposti dalla società e dal mondo del lavoro. In altre parole, i mattinieri sono meno a rischio di soffrire di quello che la medicina ha ribattezzato 'jet lag sociale'. Gli studiosi hanno indagato sulle abitudini e il livello di benessere di due gruppi di persone: oltre 400 giovani dai 17 ai 38 anni, e circa 300 adulti dai 59 ai 79 anni. E' emerso che le 'allodole' di ogni fascia d'età, rispetto alle controparti 'gufi', si sentono più serene e motivate. E che anche il loro sistema immunitario ne beneficia. La buona notizia è che, invecchiando, la tendenza naturale è quella di anticipare l'ora del risveglio. Se infatti nel gruppo dei giovani i mattinieri rappresentano una quota assai ridotta, meno di uno su 10, all'età di 60 anni la proporzione si inverte: la maggior parte è diventata 'allodola', mentre lo zoccolo duro di 'gufi' crolla al 7%. Il che spiega un altro dato emerso dalla ricerca canadese: gli anziani sembrano più felici dei giovani. La verità, semplicemente, è che con gli anni hanno fatto pace con la sveglia.




