(Adnkronos) - Questa Venere Medici-Riccardi presenta si' la potenza dell'Amore, ma un nudo femminile meno eroico e piu' aggraziato, meno virile di quello di Michelangelo-Pontormo che l'Aretino lodava per aver fatto Michelangelo "nel corpo di femmina i muscoli di maschio", ha ricordato Vezzosi, direttore del Museo Ideale di Leonardo a Vinci. La posizione di questa Venere presenta affinita' compositive persino con l'Adamo nella volta della Cappella Sistina, con l'Aurora e la Notte nelle Cappelle Medicee, con il dipinto perduto (e il cartone) di Leda e il cigno, con Venere e Amore di Pontormo-Michelangelo (Firenze, Galleria dell'Accademia), e continuano con il Sogno della vita umana (Londra, Courtauld Institute) e con il disegno di Sansone e Dalila (Oxford, Ashmolean Museum), fino al San Paolo dell'affresco vaticano. Risalta nel rilievo un senso astraente e dinamico nei volumi, sensibile in luce e in ombra, nell'invenzione e reinvenzione della posizione resa celebre verso il 1517-1520 dall'incisione di Marcantonio Raimondi da Raffaello; ma certo Michelangelo - ha affermato Vezzosi - non aveva bisogno di Raimondi per una simile soluzione iconografica di cosi' "elegante vivacita' d'artifizio". Un nuovo riconoscimento di autografia riferita a Michelangelo e' di estrema complessita'. Ulteriori indagini e studi proseguiranno, insieme a nuovi confronti critici, per approfondire l'attribuzione del rilievo Medici-Riccardi al Buonarroti, ma gia' quanto evidenziato ha di per se' grande fascino e credibilita'. "Anche se non fosse opera di Michelangelo ma di un suo seguace - hanno commentato Morolli e Vezzosi - crediamo che l'individuazione di questo rilievo Medici-Riccardi raffigurante Venere e Amore rappresenti la sorprendente riscoperta di un raffinato, piccolo capolavoro".




