Cagliari, 14 giu. - (Adnkronos) - "E' una gravissima offesa al popolo sardo", secondo gli indipendentisti di Irs - Indipendentzia Repubrica de Sardigna, la 'riassegnazione' degli stipendi ai Consiglieri regionali della Sardegna, votata due giorni fa a tarda sera dallo stesso Consiglio regionale dopo l'abrogazione referendaria del 6 maggio scorso. "Vigili come non mai - si legge in una nota di Irs -, mentre si discuteva il salvataggio di 30 precari del parco di Molentargius e dell'Arpas, i consiglieri hanno di fatto cancellato l'esito referendario del 6 maggio scorso che annullava l'indennita'. Ad aggirare il referendum il voto favorevole di 63 consiglieri su 80, che riportano il proprio stipendio pari a quello degli anni 2003/04, ossia poco meno di 10.000 euro. Invariate anche le spese di cancelleria e quelle per i portaborse che guadagnano 3.352 euro". "Il referendum anticasta proposto dalla casta stessa - prosegue Irs - proponeva anche la cancellazione delle provincie, il dimezzamento del numero dei consiglieri regionali, da 80 a 50, e la riscrittura dello statuto sardo. Con questa improvvisa votazione si palesa chiaramente l'insensibilita' della Regione ai problemi che attanagliano la Sardegna. In un periodo di crisi come questo dove la volonta' popolare aveva espresso un netto taglio dei costi di gestione della politica la Regione Sardegna ha risposto beffando i sardi in modo unanime". Irs ritiene che la giunta regionale, "traditrice del proprio elettorato, debba immediatamente presentare le dimissioni e abbandonare il governo della regione in vista di nuove elezioni per restituire dignita' e sovranita' al popolo sardo".




