Roma, 19 set. (Adnkronos Salute) - Italiani poco informati sui problemi degli occhi. Sebbene per 9 connazionali su 10 la vista sia il senso più importante e perderla sarebbe, per 1 su 4, un trauma, difficile anche solo da immaginare, ben il 75% del campione non ha idea di cosa significhi ipovisione ne' quali siano le malattie che la generano. A scattare un'istantanea che descrive la percezione del problema della vista nel nostro Paese e' la ricerca 'Vision' Doxapharma, realizzata su un campione di 2.002 persone - 48% uomini e 52% donne in media di 49 anni - e presentata questa mattina durante il convegno 'Il valore della vista. La salute degli occhi tra bisogni e realtà nel contesto socio sanitario italiano ', in corso a Roma. "L'ipovisione in Italia e' un problema dai contorni estremamente sfocati, l'informazione infatti e' piuttosto scarsa e si sottostimano le reali dimensioni del problema - spiega Giuseppe Venturelli, managing director Doxapharma - Il fenomeno può essere spiegato dall'atteggiamento 'fatalista' degli italiani, che sono generalmente poco preoccupati dei problemi di salute, e di quelli della vista in particolare. Basti pensare che ben 1 intervistato su 3 non ha idea di cosa significhi ipovisione e il 75% ne sottostima le reali dimensioni". Per 1 italiano su 3, la rinuncia più dolorosa causata dalla perdita della vista sarebbe non "vedere i propri cari". A seguire non "essere indipendenti", non "vedere la natura", difficoltà a "muoversi/orientarsi" e "leggere". Ma anche non "vedere il viso delle persone", non "lavorare", non "vedere la luce/sole" e non "guidare". Tra le malattie che generano ipovisione, solo la cataratta e il glaucoma sono quelle conosciute, anche se si assestano rispettivamente al 56% e al 39%, mentre solo il 14% conosce la degenerazione maculare legata all'età, il 15% l'edema maculare diabetico e il 23% la retinopatia diabetica. Alla domanda "si può fare prevenzione?" due italiani su 3 non ne sono del tutto convinti. "C'e' molta confusione sulla conoscenza dell'argomento - spiega Venturelli - c'e' dunque molto da fare dal punto di vista informativo". All'interno del campione c'e' anche un piccolo gruppo di ipovedenti - 80 persone - ai quali e' stato chiesto quali sono gli aspetti che rappresentano un problema reale per una persona ipovedente. Al primo posto "la mancanza di aiuti economici adeguati", al secondo posto "la difficoltà a vivere una vita indipendente". Dalle interviste agli specialisti - 20 oculisti tra i 35 e i 50 anni che operano in 10 Regioni - con i quali sono stati fatti dei colloqui faccia a faccia, e' emerso un "senso di isolamento e scarso riconoscimento rispetto ad altre aree mediche". Nella relazione con il paziente, poi, gli specialisti segnalano tre aree problematiche: la gestione psicologica del paziente trattato per gravi patologie oculistiche; la diagnosi tempestiva di problemi oculistici secondari e infine la gestione e programmazione ospedaliera, spesso poco flessibile.



