Palermo, 20 set. - (Adnkronos) - "C'e' ancora speranza nonostante tutto in questo Paese, c'e' ancora speranza". E' il 9 marzo scorso 2012, appena 24 ore dopo la sentenza della Corte di Cassazione che ha annullato con rinvio la condanna a sette anni per Marcello Dell'Utri accusato di concorso in associazione mafiosa. A parlare con il senatore Dell'Utri al telefono e' il colonnello dei carabinieri Giuseppe De Donno. Non sa di essere intercettato. Ad ascoltarlo sono gli inquirenti della Dia che indagano sulla trattativa tra lo Stato e Cosa nostra. L'intercettazione tra il senatore e l'ufficiale e' stata depositata nel processo a carico del generale Mario Mori e del colonnello Mauro Obinu, accusati favoreggiamento aggravato a Cosa nostra per la mancata cattura del boss Provenzano. "Colonnello caro, colonnello... Ma ogni tanto qualche persona perbene si trova...", risponde Dell'Utri. "C'e' ancora speranza nonostante tutto in questo Paese, c'e' ancora speranza", replica De Donno. E Dell'Utri: "Esatto esatto... Io devo dirgli che non pensavo, per cui a questo punto una piccola speranza rimane va...". E ancora De Donno: "Ma si vede che nonostante tutto qualche persona onesta e con un minimo di intelligenza c'e' ancora... Non si sono giocati il cervello. Sono davvero contento senatore, complimenti". "Poi ci vediamo presto", conclude De Donno. "Ci vediamo, ma ci dobbiamo vedere", replica il senatore. Gli inquirenti vogliono dimostrare con questa conversazione la conoscenza tra i due, indagati nell'ambito della trattativa.



