(Adnkronos) - La tecnica di approccio utilizzata dall'arrestato era quella tipica del cosiddetto "abusante preferenziale-seduttivo": un soggetto, in genere ben integrato nel contesto sociale, capace di sedurre la vittima designata instaurando un rapporto basato su attenzioni e affetto, finalizzato ad abbassare progressivamente le difese del minore, fino a coinvolgerlo in attivita' sessuali senza costrizione fisica. Di norma, la vittima di tale approccio tende a non denunciare l'abuso, sia per il particolare rapporto instaurato con l'abusante che per vergogna o paura di non essere creduti (trattandosi di abusi non violenti). Al fine di circuire i minori, l'indagato era solito instaurare con loro un rapporto confidenziale paritario, ricorrendo anche a Facebook dove le vittime venivano coinvolte progressivamente in discussioni a sfondo sessuale sempre piu' spinte, culminanti in espliciti tentativi di approccio sessuale, caratterizzati da un equivoco atteggiamento scherzoso e goliardico. Le indagini dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di via in Selci sono state avviate proprio grazie alla denuncia di alcuni genitori delle vittime i quali, insospettiti dagli atteggiamenti troppo confidenziali di A.D. verso i loro figli, avevano controllato i computer di casa, trovando delle conversazioni di Facebook particolarmente spinte tra i minori e l'indagato. (segue)




