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Saviano morto ammazzato su Max

Lo scrittore: "Un'immagine di cattivo gusto utilizzata per speculare cinicamente sulla condizione di chi vive protetto"
di Eleonora Crisafullisabato 26 giugno 2010
Saviano morto ammazzato su Max

2' di lettura

"Hanno ammazzato Saviano". Queste parole e un piccolo testo esplicativo corredano la foto di un Roberto Saviano martirizzato che occupa le prime due pagine di Max. Il periodico, in edicola venerdì, è destinato a far discutere sostenitori e oppositori dell'autore di Gomorra e a sollevare polemiche e obiezioni. L'immagine non è altro che un fotomontaggio firmato dallo specialista Gian Paolo Tomasi, un'elaborazione con Photoshop di grande effetto, a metà tra il Cristo del Mantegna e il cadavere di Che Guevara. Saviano è disteso su un lettino da obitorio con i ferri che gli sostengono la testa e un cartellino di identificazione appeso al piede. Il messaggio è chiaro. Andrea Rossi, direttore della testata, spiega che non si può andare avanti con le critiche e le accuse contro lo scrittore che ha denunciato la camorra e, come riportarto dalla Stampa, protesta: "Ma insomma qual è il problema, la camorra o Saviano che la camorra la combatte? Mi pare che il gioco che si profila sia quello della delegittimazione: svalutate ciò che dice per isolarlo, poi se arriva quello che lo fa fuori...". I mandanti "tutti possono immaginarseli". Pornografia - Le reazioni non si fanno attendere. Scrive Martinetti sulla Stampa: "C'è qualcosa di ignobile e di pornografico in questa operazione della rivista Max, in genere più avvezza ai modelli di Dolce&Gabbana che agli eroi dell'Italia civile: l'ipocrisia sbattuta in prima pagina. Uccidere Saviano per denunciare chi lo minaccia? Ma va là: le immagini, come le parole, sono pallottole, il pallore cadaverico applicato con il trucco del photoshop sul volto dolente di quel ragazzo rappresentante dell'Italia perbene è una volgare messinscena finalizzata in fin dei conti non a discutere, ma a vendere copie. Pubblicità, sulla pelle di una persona che la pelle se la gioca davvero". Tutta questa pressione sulla mia morte, poi, lascia sgomento me e la mia famiglia. Ad ogni modo rassicuro tutti: non ho alcuna intenzione di morire La replica di Saviano - Ma la condanna più dura a quella da molti vista come "un'operazione pubblicitaria", arriva dal soggetto del discusso fotomontaggio, Roberto Saviano: "Lo trovo di cattivo gusto. Un'immagine utilizzata per speculare cinicamente sulla condizione di chi come me in Italia e all'estero vive protetto. Un'immagine profondamente irrispettosa per tutti coloro che per diversi motivi, spesso lontano dai riflettori, rischiano la vita. Tutta questa pressione sulla mia morte, poi, lascia sgomento me e la mia famiglia. Ad ogni modo rassicuro tutti: non ho alcuna intenzione di morire".

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