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Il burger vegetale conquista la cucina degli italiani

di Roberto Tortoralunedì 28 settembre 2026
Il burger vegetale conquista la cucina degli italiani

4' di lettura

Il mercato della gastronomia vegetale non è più una nicchia per pochi consumatori. Sugli scaffali dei supermercati la scelta si è allargata e, insieme alle alternative tradizionali, sono arrivati hamburger vegetali, polpette e altri prodotti pensati per portare in tavola nuovi sapori e ampliare la possibilità di scelta. In questo scenario il marchio Kioene rappresenta uno dei nomi di riferimento della gastronomia vegetale in Italia, con una proposta che ha nel burger uno dei suoi prodotti più riconoscibili.

Il Gruppo Tonazzo, nel settore da ben 136 anni, dal 1 gennaio 2025 ha addirittura dismesso le attività relative al business della carne tradizionale per concentrare ogni sforzo nel business delle proteine vegetali. Un passo irreversibile e decisivo per ridurre l’impatto sull’ambiente e contribuire alla promozione di una alimentazione sempre più sana ed equilibrata per le generazioni di oggi e di domani.

La partita, però, non si gioca soltanto sulla presenza del prodotto nel banco frigo. Il vero confronto è quello che avviene davanti allo scaffale, quando il consumatore si trova a scegliere tra marche diverse e deve valutare prezzo, ingredienti, caratteristiche nutrizionali, praticità di preparazione e, soprattutto, aspettative sul gusto. Perché a fare la differenza nella gastronomia vegetale è ormai diventata l’esperienza complessiva del prodotto, dal sapore alla consistenza fino alla semplicità di preparazione. Negli stabilimenti di Villanova di Camposampiero, dunque, si punta a prodotti a base di proteine vegetali, con un altissimo contenuto di verdure e legumi di prima qualità. Oggi Kioene offre già una vasta gamma di referenze ricche di gusto, equilibrate dal punto di vista organolettico, facili da preparare e che 3,7 

milioni di famiglie italiane già apprezzano. Non si tratta più soltanto di proporre un'alternativa per chi ha scelto di eliminare o ridurre la carne dalla propria alimentazione. L'obiettivo è intercettare anche chi vuole semplicemente provare qualcosa di diverso. La forma del burger, del resto, aiuta: è immediatamente riconoscibile, si presta a essere cucinato in pochi minuti e può essere utilizzato nello stesso modo di un prodotto tradizionale, dal panino al piatto accompagnato da contorni.

Nel confronto tra marche, quindi, il consumatore cerca sempre meno una semplice sostituzione e sempre più un prodotto capace di rispondere alle proprie aspettative in termini di gusto e qualità. Kioene ha costruito la propria proposta proprio attorno a questa evoluzione del mercato della gastronomia vegetale. L'attenzione alle caratteristiche del prodotto diventa così parte integrante dell'esperienza d'acquisto: non basta dichiararsi vegetale, ma è l’esperienza che è in grado di offrire una volta portato a tavola.

I mini-burger con spinaci di Kioene

Il momento dell'acquisto è infatti determinante. Davanti a un'offerta sempre più ampia, la marca diventa un elemento di orientamento. Il consumatore può confrontare diverse proposte e scegliere sulla base delle proprie priorità: caratteristiche del prodotto, modalità di preparazione, ingredienti, formato, prezzo e percezione del gusto. In questo contesto, la riconoscibilità di un marchio assume un peso particolare perché riduce l'incertezza di chi si trova davanti a un prodotto che, almeno all'apparenza, può sembrare distante dalle abitudini alimentari consolidate.

La sfida più interessante rimane però quella del gusto. È anche il terreno sul quale il settore ha compiuto il percorso più evidente. Un burger vegetale deve avere una consistenza capace di rendere piacevole la masticazione e un sapore definito che valorizzi gli ingredienti che lo compongono. Non si tratta necessariamente di riprodurre un prodotto tradizionale, ma di proporre un'alternativa, capace di funzionare tanto per chi segue un'alimentazione vegetale quanto per chi vuole semplicemente alternare le proprie scelte. Per Kioene, questo significa confrontarsi con un consumatore più esigente rispetto al passato.

La linea vegetale di Kioene per ogni occasione

Il burger, in questo senso, è quasi il banco di prova dell'intero comparto. È un prodotto semplice nella forma ma complesso nella resa: deve essere facile da preparare, avere una consistenza gradevole e offrire un gusto capace di soddisfare aspettative ormai elevate. La gastronomia vegetale si misura dunque con parametri che fino a qualche anno fa appartenevano quasi esclusivamente al mondo della carne.

Ed è questa la trasformazione più significativa. Il consumatore non si limita più a chiedersi se un alimento sia vegetale. Si domanda se gli piaccia, se sia pratico, se abbia caratteristiche coerenti con le proprie esigenze e se valga il prezzo richiesto. Il confronto tra marche diventa così parte naturale dell'acquisto.

Kioene si inserisce in questa competizione con una proposta costruita intorno alla gastronomia vegetale e a prodotti che puntano a rendere l'alternativa alla carne sempre più accessibile nella vita quotidiana. Il successo di un marchio, infatti, passa dalla capacità di rispondere a un pubblico sempre più ampio, con prodotti che uniscono gusto, praticità e qualità e che riescano a convincere chi li assaggia che cambiare abitudine può essere una scelta senza rinunciare al gusto.