Il Consiglio di Amministrazione di B.F. S.p.A. (“BF” o la “Società”), presieduto da Federico Vecchioni, ha approvato la Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2026, che sarà resa disponibile nei termini di legge presso la sede della Società in Jolanda di Savoia, nel sito della Società (www.bfspa.it, sezione Investor Relations – Relazioni Finanziarie) e presso il meccanismo di stoccaggio autorizzato “1Info” (www.1info.it).
PRINCIPALI RISULTATI ECONOMICO-FINANZIARI CONSOLIDATI DEL PRIMO SEMESTRE 2026
Rispetto alla Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2025, l’area di consolidamento al 30 giugno 2026 ha subito le seguenti variazioni:
• consolidamento integrale della controllata BF Educational s.r.l. (“BF Educational”), non consolidata al 30 giugno 2025 in quanto non operativa, e delle sue controllate AD Global Solution s.r.l. e WeMind Academy s.r.l., acquisite e consolidate a decorrere dal 1° novembre 2025;
• consolidamento integrale di Rurall S.p.A. (“Rurall”) – al 30 giugno 2025 società collegata di BF con una quota di partecipazione pari al 37,5% - a partire dal 1° settembre 2025;
• consolidamento integrale di Speranza s.r.l. – società controllata da BF International Best Fields Best Food Limited (“BFI”) - a decorrere dal 31 dicembre 2025, con incremento della partecipazione al 100% nel gennaio 2026;
• deconsolidamento di Kiwi Immobiliare s.r.l. (ex BF Kiwi s.r.l. Società Agricola) – classificata tra le attività destinate alla vendita al 30 giugno 2025 – a decorrere dal 1° settembre 2025, a seguito della cessione perfezionata il 12 settembre 2025;
• deconsolidamento di BIA S.p.A. (“BIA”) a decorrere dal 1° dicembre 2025, a seguito della cessione perfezionata il 3 dicembre 2025;
• consolidamento integrale di Feed2Food Holding S.p.A. e di Sunflower S.p.A. - società costituite nel primo semestre 2026 quali veicoli per l’acquisizione di F.lli Martini & C. S.p.A. e controllate da BFI - a decorrere dal 1° aprile 2026;
• consolidamento integrale di F.lli Martini & C. S.p.A. e delle sue controllate Martini S.p.A., Martini Alimentare s.r.l., Martini Stagionatura s.r.l. e Malocco Vittorio & Figli S.p.A. (insieme il “Gruppo Martini”) - società controllate da BFI - a decorrere dal 1° aprile 2026;
• consolidamento integrale della controllata Progetto Benessere Italia s.r.l. - al 30 giugno 2025 società collegata di BF con una quota di partecipazione pari al 35% - e delle sue controllate A&D S.p.A. e Almas s.r.l. (insieme il “Gruppo PBI”), a decorrere dal 1° aprile 2026;
• consolidamento integrale di Isola Serafini Società Agricola s.r.l. (“Isola Serafini”) – società controllata al 100% da BF Agricola s.r.l. Società Agricola – a decorrere dal 1° gennaio 2026,
• consolidamento di Irrigazione Gastaldelli s.r.l. – società controllata all’80% da Consorzi Agrari d’Italia S.p.A. (“CAI”) – a decorrere dal 1° aprile 2026.
Il valore della produzione ammonta a Euro 1.216 milioni rispetto a Euro 852 milioni rilevati nel primo semestre 2025. La crescita è imputabile alla variazione del perimetro di consolidamento, oltre agli effetti di integrazione con le società partecipate.
Il Gruppo Martini, incluso per tre mesi nel perimetro di consolidamento, ha contribuito al valore della produzione consolidato per Euro 309 milioni (quindi complessivamente per il 25% del totale valore della produzione).
L’EBITDA rilevato nel primo semestre 2026, pari a Euro 97 milioni, è in crescita rispetto a quello del primo semestre 2025, pari a Euro 53 milioni, coerentemente con l’incremento del valore della produzione.
Il Gruppo Martini, incluso per tre mesi nel perimetro di consolidamento, ha contribuito all’EBITDA consolidato per Euro 19 milioni (quindi complessivamente per il 20% del totale EBITDA).
La business unit sementiera, che comprende S.I.S.- Società Italiana Sementi S.p.A. e le sue controllate, ha registrato, a fronte di un decremento del valore della produzione (Euro 65 milioni nel primo semestre 2026 rispetto a Euro 75 milioni nel primo semestre 2025, pari a -14%), un incremento della marginalità (EBITDA pari a Euro 8 milioni nel primo semestre 2026 rispetto a Euro 7 milioni nel primo semestre 2025, con ebitda margin in crescita dal 9% al 12%), in conseguenza del mix di vendita realizzato, che ha privilegiato i prodotti a genetica propria, e del contenimento dei costi operativi, conseguente a minori volumi legati allo slittamento della campagna di vendita e all’andamento climatico.
La business unit CAI, che comprende CAI e le sue controllate, ha registrato un incremento del valore della produzione (Euro 719 milioni nel primo semestre 2026 rispetto a Euro 695 milioni nel primo semestre 2025, pari a +3%) e della marginalità (EBITDA pari a Euro 33 milioni nel primo semestre 2026 rispetto a Euro 27 milioni nel primo semestre 2025, con ebitda margin in crescita dal 4% al 5%), in un contesto caratterizzato dal rincaro di fertilizzanti e carburanti conseguente alla crisi legata al blocco dello Stretto di Hormuz. La crescita del valore della produzione riflette il maggior peso della distribuzione di carburanti, trainata dall’andamento dei prezzi.
La business unit agro-industriale, che comprende la divisione agricola e la divisione industriale, ha registrato nel primo semestre 2026 un incremento del valore della produzione (Euro 95 milioni nel primo semestre 2026 rispetto a Euro 93 milioni registrati nel primo semestre 2025, pari a +2%) e della marginalità (EBITDA pari a Euro 13 milioni nel primo semestre 2026 rispetto a Euro 12 milioni nel primo semestre 2025, pari a +1%). I risultati risentono del deconsolidamento di BIA, che era presente al 30 giugno 2025, e del consolidamento per tre mesi del Gruppo PBI, che ha contribuito con un EBITDA di Euro 5 milioni. Nella divisione agricola la zootecnia ha risentito del rincaro di mangimi ed energia, mentre l’annata agraria ha registrato rese delle colture autunno-vernine superiori alla media. Nel primo semestre 2026 è stata rilevata la plusvalenza di Euro 3 milioni realizzata dalla cessione della cava presente nella tenuta di Isola Serafini. Nella divisione industriale il prodotto confezionato, il cui fatturato si attesta a circa Euro 53 milioni, ha risentito della pressione su prezzi e del rincaro delle materie prime.
La business unit digital, riferita a Rurall, evidenzia un valore della produzione di Euro 6 milioni e un EBITDA di Euro 1 milione.
La business unit educational, riferita a BF Educational e alle sue controllate, evidenzia un valore della produzione di Euro 4 milioni e un EBITDA negativo di Euro 2 milioni, riconducibile allo stato di start up.
La business unit internazionale – che comprende BFI e le sue controllate – rileva un incremento del valore della produzione (pari a Euro 389 milioni nel primo semestre 2026 rispetto a Euro 51 milioni rilevati nel primo semestre 2025) e della marginalità (EBITDA pari a Euro 59 milioni nel primo semestre 2026 rispetto a Euro 11 milioni rilevati nel primo semestre 2025), da imputare allo sviluppo delle attività di advisory, a maggior valore aggiunto, alle attività di realizzazione delle “BFuture Farm”, il modello di azienda agricola sviluppato nei territori in cui opera BFI, e all’ingresso nel perimetro di consolidamento del Gruppo Martini. Il contributo di quest’ultimo, per i tre mesi di inclusione nel perimetro di consolidamento, è stato pari a Euro 309 milioni quanto al valore della produzione e a Euro 19 milioni quanto all’EBITDA, con una marginalità che risulta compressa dall’aumento dell’incidenza del costo delle materie prime (mais, soia ed energia). Tra le principali controllate di BFI, Agriconsulting Europe S.A. ha registrato un valore della produzione di circa Euro 17 milioni e un EBITDA di circa Euro 2 milioni, in linea con il primo semestre 2025.
La holding BF, dopo le elisioni di consolidamento relative ai dividendi percepiti dalle società controllate e ad altre scritture di consolidamento, rileva un EBITDA negativo di circa Euro 16 milioni (era negativo per Euro 3 milioni nel primo semestre 2025).
L’EBIT si attesta a circa Euro 54 milioni, rispetto a Euro 22 milioni del primo semestre 2025, dopo aver rilevato (i) ammortamenti e svalutazioni per Euro 37 milioni, contro Euro 32 milioni del primo semestre 2025, (ii) oneri di integrazione connessi all’acquisizione del Gruppo Martini per circa Euro 6 milioni. L’incremento degli ammortamenti è da imputare principalmente alla variazione del perimetro di consolidamento, con l’ingresso del Gruppo Martini e del Gruppo PBI, e all’entrata in funzione dei nuovi investimenti.
Il Gruppo Martini, incluso per tre mesi nel perimetro di consolidamento, ha contribuito all’EBIT consolidato per Euro 14 milioni (quindi complessivamente per il 25% del totale EBIT).
Il risultato della gestione finanziaria del primo semestre 2026, negativo per Euro 16 milioni (nel primo semestre 2025 era negativo per Euro 15 milioni), determina un risultato ante imposte positivo pari a Euro 38 milioni, contro un risultato ante imposte positivo del primo semestre 2025 pari a Euro 7 milioni. L’incremento degli oneri finanziari deriva principalmente dall’aumento dell’indebitamento finanziario connesso all’acquisizione del Gruppo Martini.
Il risultato netto positivo è pari a Euro 24 milioni contro un risultato netto positivo di Euro 2 milioni del primo semestre 2025.
L’indebitamento finanziario netto al 30 giugno 2026 è pari a Euro 565 milioni (era di Euro 82 milioni al 31 dicembre 2025) e comprende Euro 63 milioni riferiti alla contabilizzazione dei contratti di locazione, prevalentemente immobiliari, secondo il principio contabile IFRS 16. La variazione rispetto all’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2025 è imputabile all’acquisizione del Gruppo Martini (per circa Euro 201 milioni riferibili al finanziamento dell’operazione e all’indebitamento finanziario netto delle società acquisite), alla stagionalità delle attività delle business unit CAI e internazionale, che determina un maggior assorbimento della cassa nel primo semestre, e agli investimenti realizzati in esecuzione delle linee strategiche 2026-2030.
Si rileva che il Gruppo non opera né direttamente né indirettamente con i mercati russi e/o ucraini e/o israelo-palestinesi, pertanto, gli effetti sulle performance economiche sono quelli unicamente riconducibili all’evoluzione del quadro macroeconomico mondiale.


