Un cappellino gli arriva addosso mentre sta firmando gli autografi. Novak Djokovic si gira e capisce subito che qualcosa è andato storto. A Pechino, durante una sessione con i tifosi al termine dell'allenamento, il serbo è stato colpito al volto da un cappello lanciato dalla folla. Nulla di grave, ma il gesto ha provocato la sua reazione stizzita e, inevitabilmente, ha riportato alla mente quanto accaduto a Roma poco più di due anni fa. L’ex numero uno al mondo era arrivato al China Open 2026 accolto dal consueto entusiasmo del pubblico. Dopo l'allenamento si è fermato a firmare autografi e scattare qualche foto, cercando di accontentare le tante persone accalcate a bordo campo. A un certo punto, però, un tifoso ha provato a fargli arrivare il proprio cappellino per ottenere una firma.
Il problema è che l'oggetto è finito direttamente addosso al tennista. Djokovic non lo aveva visto arrivare e quando si è voltato ha rivolto uno sguardo decisamente contrariato verso la persona che lo aveva lanciato. Il suo team ha immediatamente richiamato l'attenzione della sicurezza. Carlos Herrera Gomez, uno degli allenatori del serbo, ha individuato il responsabile, che è stato poi allontanato dall’impianto. Una situazione diversa da quella vissuta a Roma nel 2024, ma abbastanza simile da risvegliare un ricordo poco piacevole. Dopo la vittoria contro Corentin Moutet agli Internazionali d'Italia, Djokovic si era fermato come sempre a salutare i tifosi e firmare autografi. In quel momento una borraccia di metallo era caduta dagli spalti, colpendolo alla testa.
Sinner e Federer, dove e quando nasce il grande gelo
La Laver Cup torna e, puntuale, torna anche il caso Sinner. Jannik non ci sarà neppure quest'anno, come del r...Il serbo era finito a terra, spaventato e dolorante. Per fortuna le conseguenze erano state limitate a una piccola ferita e a un bernoccolo. La borraccia, inoltre, non era stata lanciata contro di lui: era scivolata dallo zaino di uno spettatore ed era precipitata dagli spalti. Il giorno dopo Djokovic aveva scelto di riderci sopra, presentandosi in campo con un casco. A Pechino non è arrivato a tanto. Dopo il piccolo spavento ha continuato a firmare autografi e a salutare gli altri tifosi. L'episodio, però, ricorda quanto sia facile che l'entusiasmo del pubblico superi a volte il limite.




