Il 57% degli italiani sui social si esprime a favore del referendum sulla giustizia, che si terranno i prossimi 22 e 23 marzo. È quanto emerge dal rapporto “Giustizia e referendum”, realizzato da Spin Factor, società leader a livello nazionale nell'analisi dei dati, consulenza e comunicazione politica e istituzionale. Altra conclusione: due italiani su tre non hanno fiducia nel sistema giustizia italiano. I temi più citati quando si parla dell'argomento “giustizia” sono: certezza della pena (28%), lentezza burocratica (26%), responsabilità civile dei magistrati (17%), casi di cronaca giudiziaria (13%), uso politico della giustizia (10%). Di segno diverso invece il sentiment sui magistrati che al 56% risulta positivo.
Dice Tiberio Brunetti, fondatore di Spin Factor: «Ad oggi l'orientamento degli italiani sul referendum è prevalentemente favorevole al sì e su questo risultato contribuisce in maniera determinante il sentiment negativo verso il sistema giustizia in generale. Sono percepiti molto la mancanza di certezza della pena e la lentezza processi, inoltre il coinvolgimento emotivo su casi controversi di cronaca giudiziaria- da Garlasco alla cosiddetta famiglia nel bosco - generano una richiesta e un'aspettativa di cambiamento forte». Poi Brunetti analizza il timing delle due campagne: «I sostenitori del “Sì” sono partiti prima nello spiegare le proprie ragioni agli italiani e la maggioranza di centrodestra - sostenuta sul tema anche da alcuni partiti centristi - ha l'occasione di portare a casa quella che potrebbe diventare la riforma bandiera della legislatura».
La data del referendum sulla magistratura? La scelgono i magistrati
Saranno i magistrati a decidere quando si farà il referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati. E q...I temi più citati quando si parla dell'argomento referendum sui sociali sono: politicizzazione del referendum (33%), separazione delle carriere (26%), complessità del quesito (18%), sistema dei sorteggi per il Csm (8%). Le emozioni che emergono sono: fiducia (32%), scetticismo (26%), confusione (20%), speranza (11%), indifferenza (9%). E il fronte dei contrari alla riforma Nordio? «Gli oppositori alla riforma, invece, sembrano ancora in fase di organizzazione e sembrano non aver ancora identificato il focus su cui articolerà la propria campagna» conclude Tiberi. «La partita non è chiusa, ci mancano ancora due mesi e nelle prossime settimane si entrerà nel vivo del confronto, ma l'errore che sta commettendo chi si contrappone alla riforma sembra quello di tentare di politicizzare il referendum mischiando temi che attengono alla geopolitica internazionale e alla contestazione generale verso il governo». Anche per questo il No punta ad allungare i tempi della campagna rinviando i dati del referendum.




