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Milano-Cortina, Costantini e Mosaner nello spot Pd per il "No" al referendum a loro insaputa

di Roberto Tortoragiovedì 12 febbraio 2026
Milano-Cortina, Costantini e Mosaner nello spot Pd per il "No" al referendum a loro insaputa

2' di lettura

Olimpiade e politica. Anzi, no. Politica che usa i giochi di Milano-Cortina. Il video pubblicato dai profili social del Pd con gli azzurri del curling Stefania Constantini e Amos Mosaner – bronzo nel curling a Milano Cortina e oro a Pechino 2022 – per promuovere il No al referendum sulla giustizia scatena un putiferio.

La reazione più netta arriva dal presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, che all’Ansa non usa giri di parole: “Resto sbalordito che si utilizzino immagini di atleti per promuovere una scelta politica. I nostri atleti sono in gara e sto aspettando per capire se fossero stati coinvolti, ma io resto esterrefatto da una cosa del genere”. Tradotto: lo sport non è un comitato elettorale. La figuraccia è servita.

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La polemica esplode in serata e piomba come un macigno negli ambienti olimpici. Incredulità per quella che molti leggono come una commistione impropria tra prestazioni sportive e battaglia referendaria. Il video, con tanto di marchio dem, corre di telefono in telefono. Paolo Barelli, capogruppo di Forza Italia alla Camera, attacca: “Utilizzare le immagini di due grandi campioni, che in questi giorni hanno portato l’Italia a una eccezionale medaglia olimpica per promuovere un messaggio di chiara valenza politica è davvero vergognoso. Oltre che irrispettoso nei confronti degli atleti, che sono stati coinvolti a loro insaputa”.

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E rincara: “È davvero vergognoso utilizzare l’immagine di due atleti italiani con l’obiettivo di pubblicizzare il No a una consultazione popolare. Così si politicizza il referendum e nello stesso tempo si offende lo sport intero e l’immagine dello stesso Pd".

Non finisce qui. Nicolò Zanon, presidente del Comitato Sì Riforma, segnala Report al Garante della privacy: "Il servizio sul referendum trasmesso l’8 febbraio è stato di una faziosità imbarazzante, zeppo di falsità sui contenuti della riforma". E aggiunge che la trasmissione "ha esercitato un’influenza palese e diretta per screditare la tesi che evidentemente non gradiva". Referendum, sport, tv: la campagna entra nel vivo. E il ghiaccio, ormai, si è spaccato.