Il voto si avvicina e Repubblica le tenta tutte pur di convincere gli elettori a votare contro il referendum sulla Giustizia. Anche gettando fango su ministro, sottosegretario e capo di gabinetto. Accade nell'edizione in edicola martedì 17 febbraio dove ecco che si legge un articolo dal titolo già di per sè denigratorio: "Nordio, Delmastro e Bartolozzi il triangolo nero di Via Arenula". E poco più sotto, la spiegazione: "Da quando al ministero si è insediata la coppia Nordio-Bartolozzi — con il sottosegretario Delmastro di rinforzo — il palazzo di Piacentini è diventato la Lubjanka della giustizia, il triangolo delle Bermude dove scompaiono le speranze di un'amministrazione non faziosa degli affari penali". Il motivo? Stando a Francesco Bei "se la capo di gabinetto Giusi Bartolozzi fa e disfa, accentra e scavalca, il titolare Carlo Nordio sembra il suo portavoce. Lei opera in silenzio, lui parla, lei decide, lui bullizza i magistrati ogni volta che si trova un microfono davanti. Lei si comporta come un vero 'ministro ombra' e lascia volentieri il titolare a crogiolarsi nelle polemiche quotidiane, per le quali ha una vera passione".
Ma "ci sarebbe, appunto, anche il terzo incomodo, il sottosegretario Andrea Delmastro delle Vedove, che in teoria dovrebbe giocare nella stessa squadra, ma in realtà è apprezzato dalla coppia al vertice del ministero come una spina di riccio infilata sotto il piede. Il problema è che Delmastro ha una carta che gli altri due non possono giocare: Giorgia Meloni lo considera uno dei suoi, è un camerata, uno che non viene dalla carriera giudiziaria come gli altri due. E se ne fida".
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La trasparenza prima di tutto. Per questo il ministero della Giustizia, attraverso il capo di gabinetto Giusi Bartolozzi...In ogni caso, sulla riforma e sul referendum, Delmastro per Repubblica "si è defilato" lasciando campo libero a quella che Bei chiama "zarina". Bartolozzi, appunto, che ancora una volta - allo scopo di screditare governo e riforma - finisce nella macchina del fango delle penne rosse.




