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Referendum, su cosa tace l'Anm dal 2017: toghe rosse, via la maschera

di Roberto Tortoramartedì 3 marzo 2026
Referendum, su cosa tace l'Anm dal 2017: toghe rosse, via la maschera

2' di lettura

La Riforma della giustizia procede al galoppo verso il weekend del voto, il prossimo 21 e 22 marzo. Con l’annosa questione del sorteggio sì, ma solo quando fa comodo. Ed è questo il cortocircuito che emerge guardando al Consiglio superiore della magistratura.

Da nove anni, nel silenzio generale, il Csm affida alla sorte la scelta dei magistrati che devono esaminare i futuri colleghi. Sì, proprio così: dal 2017, ben prima dello scandalo Palamara, la selezione delle commissioni del concorso in magistratura avviene per estrazione. E nessuno ha mai gridato allo scandalo.

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Come ricostruisce anche Il Foglio, la svolta arrivò per arginare il peso delle correnti. Prima funzionava così: disponibilità raccolte, nomi filtrati dalla Terza commissione, approvazione del plenum. E dentro quel meccanismo, racconta Antonio Leone, già consigliere laico del Csm, “ovviamente, come in ogni attività svolta dal Csm, anche la selezione dei magistrati che dovevano comporre le commissioni esaminatrici risentiva dell’influenza del correntismo".

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Il che significava solo una cosa, cioè spartizioni. "Si assisteva a una spartizione anche dei membri delle commissioni d’esame d’accesso alla magistratura. Erano le correnti a indicare i nominativi". Così il Csm ha deciso di cambiare prassi: raccolte le candidature, si procede a sorte. L’unico scelto per curriculum resta il presidente della commissione. Unico requisito per gli altri: almeno dodici anni di servizio, la terza valutazione di professionalità. Eppure oggi, di fronte al sorteggio previsto dalla riforma Nordio per l’elezione dei futuri Csm, l’Anm e alcune toghe parlano di deriva autoritaria. Curioso. Perché quando il sorteggio serviva a depotenziare le correnti nei concorsi, nessuno fiatava.

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"Quando si dice che il sorteggio non può essere adottato perché dei magistrati impreparati potrebbero finire al Csm si dice una sciocchezza", afferma Leone. E aggiunge: "i magistrati sono valutati nel 99 per cento dei casi come tutti bravi e competenti" Senza contare che il lavoro del Csm poggia su una robusta macchina burocratica interna. La polemica sul sorteggio, quindi, diventa mera strumentalizzazione politica.