Ancora due settimane e gli italiani si esprimeranno sul referendum per rinnovare la giustizia italiana, con la separazione delle carriere e la nomina per sorteggio dei membri del CSM come riforme principali messe sul tavolo.
A “In Altre Parole”, programma condotto su La7 da Massimo Gramellini, che riflette e approfondisce ogni fine settimana un argomento che scalda il dibattito del nostro Paese, è intervenuto Nicola Gratteri, magistrato e procuratore di Napoli, sostenitore del fronte del NO al referendum. Gratteri, in particolare, ha sottolineato i costi di questa riforma. Attualmente, infatti, il CSM costa circa 47 milioni di euro: con la proposta di istituirne due separati — uno per i pubblici ministeri e uno per i giudici — la spesa triplicherebbe. Gratteri spiega: “Se facciamo due CSM dobbiamo fare due volte 47 milioni più altri 47 milioni per l’Alta Corte, senza contare gli edifici. Almeno due edifici che dovremo comprare o affittare all'interno del grande raccordo anulare a Roma per fare 3 uffici”. Il totale stimato si aggirerebbe, perciò, intorno ai 150 milioni di euro, un impegno economico considerevole su cui il procuratore invita a riflettere: “Questi soldi da dove li prendiamo?”.
Giorgio Mulè: "Sembra Natale, chi mi ha scritto", cos'è successo dopo il video-scontro con Woodcock
Il video dello scontro tra Giorgio Mulè, vicepresidente forzista della Camera e strenuo sostenitore del Sì...Fratelli d’Italia, partito di governo promotore invece del SI, rilancia allora un post di Stefano Esposito, che spiega bene dove questi soldi potrebbero essere recuperati: “Gratteri tra il 2018 e il 2024 ha arrestato 300 innocenti che lo Stato ha risarcito per ingiusta detenzione con 78 milioni. Potremmo cominciare da questi”. Il partito di Giorgia Meloni si complimenta e applaude l’intervento di Esposito e scrive sul proprio profilo: “Qualcuno doveva pur dirlo. Bravo Stefano Esposito”. Pioggia di consensi anche nei commenti da parte di vari utenti, in particolare uno che scrive: “Quanti poveretti a cui il dottor Gratteri, e tanti come lui, ha rovinato la vita, senza che mai qualcuno li chiamasse a rispondere di quegli errori. La legge non è uguale per tutti, e in Italia pagano tutti, tranne i magistrati per i propri errori”.




