"E che vuol dire questo post? Gifuni fa (strepitosamente bene) l'attore e vota giustamente ciò che vuole. Mio padre avrebbe votato Si": Gaia Tortora ha risposto così all'articolo del Fatto Quotidiano in cui si scrive che "Gifuni si schiera per il no al referendum. La decisione dell’attore che interpreta Tortora, caso simbolo dei sostenitori del Sì". L'attore, nella serie tv Portobello, interpreta Enzo Tortora, giornalista e conduttore noto per un clamoroso caso di malagiustizia.
Del caso si è iniziato a parlare dopo che Gifuni si era schierato per il No al referendum della giustizia in programma il 22 e 23 marzo. “Voterò convintamente No perché mi è del tutto chiaro che il vero oggetto di questa riforma non è la separazione delle carriere, già esistente di fatto, ma l’indebolimento di un organo costituzionale, il Csm, voluto da chi ha scritto la nostra Costituzione per garantire l’indipendenza della magistratura”, ha scritto l'attore in un post sui social, prendendo posizione sulla riforma Nordio.
“Voterò No perché quell’unico passaggio residuo, dalla magistratura requirente a quella giudicante e viceversa, consentito dalle leggi attuali, viene ormai richiesto da un numero infinitesimo di magistrati; e inoltre perché temo che una separazione totale rischierebbe di trasformare il pm in un accusatore votato all’ottenimento di una condanna a tutti i costi anziché alla ricerca di prove da valutare con equilibrio - ha proseguito Gifuni -. Voterò No perché i toni assunti e i contenuti prodotti, in queste settimane, da chi si è espresso a favore del Sì, che non ho mai smesso di ascoltare con attenzione, lasciavano troppo spesso trasparire una chiara insofferenza nei confronti di un’intera categoria che si vorrebbe controllare, più che un motivato spirito di riforma. Voterò No perché, dopo aver ascoltato le argomentazioni di un numero importante di avvocati e di giuristi che si sono espressi per il No, la mia scelta si è ulteriormente rafforzata”.
E infine: "Voterò No perché la riforma proposta, che per inciso non risolverebbe nessuno dei grandi problemi della giustizia, mi sembra si inserisca perfettamente in un disegno politico che sta erodendo progressivamente molti dei paletti posti nella nostra Costituzione a garanzia delle libertà di ogni cittadino (cito ad esempio il diritto di manifestare ed esprimere liberamente le proprie opinioni). E a me questa Costituzione, nata dall’antifascismo e costruita da menti sapienti su un sistema di pesi e contrappesi, va benissimo così com’è”.
Ebbene le ragioni espresse dall'attore sono state accolte con un eccessivo entusiasmo da chi pensava che potessero in qualche modo indebolire i sostenitori del Sì. Ma ci ha pensato subito Gaia Tortora a riportare tutti con i piedi per terra, ricordando non solo che Gifuni è un attore ma anche che suo padre avrebbe comunque votato Sì.
E che vuol dire questo post? Gifuni fa( strepitosamente bene) l'attore e vota giustamente ciò che vuole. Mio padre avrebbe votato Si.
— Gaia Tortora (@gaiatortora) March 11, 2026




