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Referendum, il dato clamoroso della sinistra: "Come ha scelto il 31%"

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lunedì 23 marzo 2026
Referendum, il dato clamoroso della sinistra: "Come ha scelto il 31%"

2' di lettura

Secondo l'instant poll Youtrend per Sky TG24, tra chi ha votato Sì, le ragioni di merito dominano in modo netto. Il primo fattore citato è il sostegno alla separazione delle carriere nella magistratura (59%), seguita dal sostegno alla divisione del CSM in due rami (35%) e all'istituzione di un'Alta Corte disciplinare (34%). Il sorteggio dei componenti del CSM raccoglie il 30%. Segnali di carattere più politico — il desiderio generico di modificare la Costituzione (24%) e il voto di sostegno al Governo Meloni (18%) — si collocano in coda alla classifica. Il quadro è più netto per il fronte del No. Qui, la motivazione principale è il desiderio di non modificare la Costituzione (61%), segnale di un orientamento conservativo-istituzionale più che di opposizione politica contingente. Al secondo posto si colloca il desiderio di contrastare il sorteggio dei componenti del CSM (39%).

La componente esplicitamente politica — dare un voto di opposizione al Governo Meloni — si attesta al 31%, terzo posto, subito davanti alla contrarietà alla divisione del CSM (27%) e all'Alta Corte disciplinare (17%). Quasi irrilevante la quota di chi ha seguito le indicazioni di partito (7%) o si è opposto alla separazione delle carriere per sé (4%). Complessivamente, il 69% degli elettori dichiara che sulla propria decisione di voto ha pesato di più "il giudizio nel merito della riforma", contro il 28% che ha agito principalmente con la volontà di dare un segnale politico. Il 3% non sa. La componente di voto politico è tuttavia più marcata tra chi ha votato No: il 34% degli elettori del No riconosce di aver voluto dare un segnale politico, contro il 21% degli elettori del Sì. In caso di vittoria del No — che boccerebbe la riforma proposta dall'esecutivo — il 54% degli italiani ritiene che Giorgia Meloni dovrebbe continuare a guidare il governo. Solo il 26% chiede le dimissioni (il 20% non si esprime).

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La frattura politica è marcata: l'87% degli elettori del Sì ritiene che Meloni debba restare (solo il 7% vorrebbe le dimissioni), mentre tra gli elettori del No la quota scende al 37% — con il 47% favorevole alle dimissioni. Prima del voto, gli italiani erano spaccati sulle previsioni di esito: il 32% si aspettava la vittoria del Sì, il 30% quella del No, e ben il 38% non sapeva pronunciarsi. Come atteso, gli ottimisti del Sì sono soprattutto gli elettori del Sì stesso (66%), mentre il 57% degli elettori del No pronosticava la vittoria del proprio campo.

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