La procura di Torino ha chiesto di sollevare una questione di legittimità costituzionale di un articolo del cosiddetto "decreto sicurezza" dell'11 aprile 2025 che riguarda il blocco stradale. La decisione ora spetta a un gip del tribunale. L'iniziativa è stata presa dal pubblico ministero Elisa Pazè nell'ambito di un fascicolo sull'occupazione di un tratto dell'autostrada alle porte di Torino durante una delle manifestazioni Pro Pal dello scorso autunno. Pazè, per alcuni indagati, si è già pronunciata per l'emissione di un decreto penale di condanna, ma ha fatto presente al tribunale che potrebbero esserci dei profili di incostituzionalità della norma.
Una delle tesi - contenute in una memoria che ha già destato l'interesse della comunità dei giuristi - è che "l'incriminazione del blocco stradale attuato con il corpo" potrebbe ledere "i diritti di riunione e di sciopero tutelati dagli articoli 17 e 40 della Costituzione", dato che "la possibilità che si creino rallentamenti o addirittura blocchi del traffico è connaturata alle manifestazioni" e che "fa parte della fisiologia dei cortei l'arresto periodico in certi punti del percorso" per scandire slogan e sensibilizzare i passanti, o per evitare che gli stessi manifestanti si disperdano.
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Gli studenti stanno col governo: secondo un sondaggio condotto da Skuola.net, l'84% dei ragazzi è favorevole ...I fatti risalgono al 17 maggio 2025, quando circa 200 persone, al termine di un corteo, si riversarono sul raccordo della tangenziale Torino Caselle, ostacolando il traffico per una decina di minuti. Il procedimento riguarda 18 indagati. Nelle otto pagine della memoria consegnata al tribunale il pubblico ministero osserva che si trattò di un blocco stradale effettuato "solo con il corpo", una condotta che fu depenalizzata nel 1999 e che non venne più considerata un reato autonomo, nonostante i ripetuti aggiornamenti della normativa in materia di sicurezza, fino all'aprile del 2025. Il magistrato esprime dei dubbi, inoltre, sulla necessità del ricorso alla decretazione di urgenza, dal momento che nel periodo immediatamente precedente non si era verificato un "aumento esponenziale e disordinato degli scioperi e delle manifestazioni di protesta", e sull'entità della pena (sei mesi nel minimo), che potrebbe essere "sproporzionata". Il tribunale ha affidato la pratica a un giudice per le indagini preliminari, che ora dovrà stabilire se interpellare o meno la Consulta.
"Apprendo che la procura di Torino ha chiesto di sollevare una questione di legittimità costituzionale sull'articolo del decreto sicurezza riguardante il blocco stradale. È ciò che sosteniamo da tempo: quella misura è lesiva dei diritti fondamentali tutelati dagli articoli 17 e 40 della Costituzione". È quanto dichiara Marco Grimaldi, deputato Avs. "Intenzione del governo - ha dichiarato - è trasformare lo strumento penale in mezzo di controllo sociale, reprimendo tutte le forme di manifestazione di chi lotta per i propri diritti: dalle azioni di disobbedienza degli attivisti per il clima alle proteste degli studenti, alle mobilitazioni pacifiste e pro Pal, fino ai tradizionali picchettaggi dei lavoratori davanti alle fabbriche. È un attacco diretto al diritto di riunione e di sciopero". "Ora - ha concluso Grimaldi - la decisione spetta al gip. Attendiamo con fiducia".




