Nessun norma è perfetta. Soprattutto se a pensarla e a scriverla è compito della politica. Tutto è criticabile, per carità. Ma arrivare addirittura a tirare in ballo la mafia per attaccare l'abolizione del bollo auto a opera del governo Meloni rappresenta un punto di non ritorno. Soprattutto se a farlo è un magistrato. Ida Teresi, oggi sostituto procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo e componente del Comitato direttivo centrale dell’Associazione nazionale magistrati, ha postato un commento su Facebook - poi cancellato - dai toni grotteschi: "Le auto piccole sono tipicamente utilizzate da ricchi narcotrafficanti e ricchi mafiosi… e quasi sempre le uniche formalmente intestate. Quelle grosse, chiaramente, a prestanomi".
E non è nemmeno la prima volta che Ida Teresi si rende protagonista di un'uscita di questo tipo. Nel 2024, quando era sostituto procuratore a Napoli e presidente della locale giunta dell’Anm, si era schierata apertamente contro la riforma della giustizia promossa dal ministro Carlo Nordio. Come aveva dichiarato in un'intervista rilasciata all'Espresso, la toga sosteneva che con la separazione delle carriere "il pm sarà succube della politica". E aveva addirittura parlato di una “deriva illiberale”. Arrivò inoltre ad affermare che la separazione avrebbe comportato “indefettibilmente l’attrazione del pm sotto il potere esecutivo”, attribuendo alla riforma il rischio di un controllo politico sull’organo che conduce le indagini.




