Lo scontro Ranucci-Rai a colpi di carte bollate vivrà una prima data clou il prossimo 25 settembre, giorno in cui è stata fissata l’udienza davanti alla terza sezione del Tribunale del Lavoro di Roma alla quale Sigfrido si è rivolto per contestare la decisione della sua azienda di rimuoverlo dalla conduzione di Report, chiedendo il reintegro in tempo per l’8 novembre, quando andrà in onda la prima puntata del programma. Tuttavia, sempre ieri, a mettere la spezia più saporita nel capitolo di giornata del Ranucci-gate è stata la notizia della pubblicazione di un libro scritto da Maria Rosaria Boccia, la donna che due anni fa entrò fragorosamente nelle cronache nazionali con il caso Sangiuliano.
Il titolo è tutto un programma: "Guai a chi lo tocca – Io, Sigfrido e le tempeste", disponibile da sabato su Amazon, e viene presentato come il volume in cui la Boccia «racconta dalla propria prospettiva quasi due anni di rapporto con Sigfrido Ranucci».Corresponsione di amicali sensi nata nel 2024, quando era lei a essere al centro della bufera mediatica per il “caso Sangiuliano”. Il primo messaggio tra i due risale all’8 settembre ed è citato nel volume: «Gentile Dottoressa Maria Rosaria Boccia, mi scuso se la disturbo. Sono Sigfrido Ranucci…». Galeotto fu il messaggio verrebbe da dire. Da lì, poi, il rapporto, secondo lei, si trasforma in amicizia vera, fatta di telefonate, videochiamate, scherzi, discussioni e persino gianduiotti diventati una sorta di moneta simbolica delle conversazioni. Fino al soprannome affettuoso, Superman...
Era agosto quando Maria Rosaria aveva confermato un’indiscrezione del Giornale su un libro in uscita, scritto a quattro mani con l’ex conduttore di Report: «Confermo che il libro esiste. Il progetto è concreto ed è in uno stato avanzato. […] Se qualcuno immagina un libro accomodante, celebrativo o scritto per regolare piccoli conti personali, rischia di rimanere deluso. L’ambizione è un’altra: raccontare fatti, meccanismi e retroscena che aiutino a comprendere meglio alcuni anni della vita pubblica italiana, distinguendo ciò che è stato raccontato da ciò che è realmente accaduto», aveva confermato al Corriere della sera. Ranucci ha provato a smentire, ma la donna ha ribadito, lasciando il giornalista afono.
Le tempeste, al plurale, di ieri e di oggi, richiamano inevitabilmente alla memoria la spy story rosa dell’estate 2024 che aveva trasformato Boccia e l’allora ministro della Cultura Sangiuliano in una coppia da prima pagina. Vicenda che coinvolse anche Report in un’altra querelle giudiziaria: quella sugli audio rubati e diffusi delle telefonate familiari dell’ex ministro per le quali la trasmissione fu prima sanzionata e poi assolta all’inizio di quest’anno. Ma Boccia oggi non è interessata alle carte bollate in quanto nella sua nuova vita si lancia come autrice di bestseller. Tanto che, poche ore prima del lancio del libro, l’avvocato della bionda pompeiana, Francesco Di Deco, ha sentito la necessità di mettere un punto, certificando che«il nome della dottoressa Boccia non mirisulta comparire nel testo della contestazione formulata dalla Rai nei confronti di Ranucci». Fatto sta che, di amicizia in amicizia, a complicare ulteriormente il quadro è arrivata anche la contestazione disciplinare della Rai, relativa, secondo quanto riferito dall’azienda, alla violazione di norme interne nella vicenda dei rapporti con Valter Lavitola. Ranucci ha cinque giorni per presentare le proprie difese.




