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Clima, Obama all'attacco:

"Rischio catastrofe"

22 Settembre 2009

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Clima, Obama all'attacco:

Il clima tra i membri dell’Onu in materia di salvaguardia ambientale è “glaciale”. Lo ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon che ha aperto il vertice sul clima al Palazzo di Vetro. Il suo rimprovero è andato a tutta la comunità internazionale per la "lentezza glaciale" dei negoziati in un nuovo trattato internazionale che sostituisca il protocollo di Kyoto. Ban Ki-moonha ricordato che, anche se la conferenza di Copenaghen per accordarsi sul nuovo trattato è a dicembre, "i giorni effettivi per i negoziati sono soltanto quindici". A parere di Ban un fallimento di Copenhagen sarebbe "moralmente ingiustificabile, economicamente miope, politicamente avventato: non possiamo seguire questa strada" perché "la storia potrebbe non offrici un'occasione migliore di questa". Secondo il segretario generale "abbiamo meno di dieci anni per evitare gli scenari peggiori" causati dal surriscaldamento del pianeta.

Che la minaccia sia "grave, urgente e crescente” ne è convinto anche il presidente degli Stati Uniti Barack Obama: “Se non agiremo, rischiamo di consegnare alle future generazioni una catastrofe irreversibile". Obama ha detto che l’America ha "fatto più negli ultimi otto mesi per promuovere la energia pulita e ridurre l'inquinamento da anidride carbonica che in qualsiasi altro periodo della nostra storia". Il presidente americano, dopo essersi insediato alla Casa Bianca, ha subito manifestato l’intenzione di cambiare la politica del suo predecessore George W. Bush in materia di lotta al riscaldamento del pianeta: "Il tempo rimasto per correre ai ripari sta per scadere", ha messo in guardia Obama al vertice Onu sul clima, "la sicurezza e la stabilità di tutte le nazioni e di tutti i popoli - la nostra prosperità, la nostra salute e la nostra sicurezza - sono a rischio" a causa della minaccia climatica, ha aggiunto l’inquilino della Casa Bianca che ha poi invitato Paesi emergenti coma la Cina e l'India "a fare la loro parte" per affrontare il riscaldamento del pianeta adottando "misure vigorose".

Recentemente in missione al Polo Nord, Ban Ki-moon ha anche avvertito che "sull'Artico i ghiacci potrebbero sparire entro il 2030 e le conseguenze sarebbero sentite dai popoli di ogni continente". Il cambiamento climatico, ha continuato Ban, colpisce soprattutto i Paesi meno sviluppati, e in particolare l'Africa, dove "il cambiamento climatico minaccia di cancellare anni di sviluppo” “destabilizzando stati e rovesciando governi". Quindi ha lanciato un appello ai Paesi industrializzati, invitandoli "a fare il primo passo", perché "se lo farete - ha continuato il segretario generale - altri adotteranno misure audaci". Per il capo del Palazzo di Vetro, il nuovo trattato deve includere "obiettivi per la riduzione di emissioni entro il 2020" e "supporto finanziario e tecnologico" ai Paesi in via di sviluppo, cioè quelli che "hanno contribuito di meno a questa crisi ma hanno sofferto di più, e per primi".
Cina riduce Co2 - Il presidente cinese Hu Jintao ha detto a New York al vertice Onu sul clima che la Cina intende ridurre le emissioni di anidride carbonica per ogni unità di prodotto nazionale lordo di un "margine notevole" entro il 2020.

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