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Uno Bianca, parenti vittime:

'Alfano non conceda permessi'

4 Gennaio 2010

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Uno Bianca, parenti vittime:
I parenti delle vittime della banda della Uno Bianca chiedono al ministro Alfano di "non concedere permessi premio" agli assassini dei loro parenti.
Diciannove anni dopo la strage del Pilastro, che la notte del 4 gennaio 1991 costò la vita a tre carabinieri uccisi dalla banda della Uno bianca alla periferia di Bologna, i parenti delle vittime aspettano una risposta dal ministro della giustizia Angelino Alfano. Mesi fa l'associazione che li riunisce gli ha scritto per chiedere che non conceda permessi premio alla banda. Ma finora, dicono, nessuna risposta. «Ci dovrebbe rispondere, dovrebbe dirci come stanno le cose», ha ribadito Rosanna Zecchi, presidente dell'associazione. Che precisadi avergli chiesto «solamente di non dare tutti questi permessi, perché non se li meritano», ricordando che «su questo punto l'associazione è compatta, e sta in essere solamente per stare attenti che questi non facciano quello che vogliono. Hanno fatto troppo male, hanno rovinato delle famiglie e penso che debbano pagare per quello che hanno fatto». La presidente, convinta che sulla Uno bianca la verità non sia completa, ha concluso: «Proveremo a richiamarlo in primavera». Una risposta di Alfano è attesa anche dal sindaco Flavio Delbono: «È meglio che risponda», è stato il suo commento lapidario.

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Commenti all'articolo

  • roaldr

    05 Gennaio 2010 - 09:09

    come loro non hanno avuto nessuna pietà nell'ammazzare a sangue freddo ignari passanti, devono marcire in galera!

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  • paologallibn

    04 Gennaio 2010 - 19:07

    di questo possibile rischio ed al tempo stesso schifo civico,bisogna ringraziare tutti gli italiani che votarono contro la pena di morte. Con tale pena in atto,questi miseri vermi non godrebbero di nessuna possibilità di nessun benificio ! Ed i parenti delle vittime,potrebbero almeno piangere in pace...senza l'aggiunta di ulteriori tragici dispiaceri.

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  • gbbonzanini

    04 Gennaio 2010 - 19:07

    bisogna dirlo ai magistrati, anche se da quell'orecchio proprio non ci sentono. I terroristi rossi, sono stati rimessi tutti in libertà, i mafiosi, non tutti assieme, ma un pò alla volta ci andranno. Gli assassini, anche i più biechi, si son visti l'ergastolo ridotto a 30anni, poi ridotto a 15, dopo due anni di buona condotta, licenze premio, e dopo un'altro anno, liberi. C'è da sorprendersi e meravigliarsi che quei galantuomini della uno bianca siano ancora in carcere.

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