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Facci e il marchese del Grillo

Poveri grillini: 162 onorevoli che non contano nulla, non hanno idee proprie e nemmeno una sede...

Giulio Bucchi
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di Filippo Facci E ora, poveretti? Siete 162 poveretti che contavano niente e contano zero, ora. Voi non avete ufficialmente idee vostre, non avete luoghi di discussione, non avete elettori o collegi cui riferirvi, non avete neppure una sede fisica: decide tutto un comico che esce dal cancello e parla coi giornalisti - se va bene - e si mette a smadonnare prima di far apprendere - anche a voi - chi è morto e chi è vivo, che cosa fare, con chi allearsi, che cosa pensare. Non c'è un referente, non c'è una gerarchia, una sezione, un organismo, un ufficio, non c'è niente: e praticamente non c'è neanche Grillo, il marchese, quello che non l'hanno eletto ma parlerà con Napolitano, non c'è perché non vi risponde al telefono e spesso non l'avete neanche mai conosciuto. Siete 162 parlamentari magari di buon aspetto e buona volontà, ma non avete una voce, non sapete come veicolarla, sapete che due sessantenni vi decurteranno lo stipendio e vi diranno se potrete andare in televisione (dove non dite mai niente di serio, perché poveretti, non lo sapete) e forse vi diranno anche che cosa mangiare, come vestirvi, a che ora fare le abluzioni. Però ecco, potete andare sul blog dove decine di migliaia di indirizzi anonimi ed elettronici (ma democratici) anche in queste ore sparano ognuno una cosa diversa: «Alleiamoci», «sì», «no», «boh», «il Tav», «l'eolico», «Dario Fo», «Crocetta», «il signoraggio bancario». Coraggio. Lorsignori, adesso, siete voi.

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