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Il reality del recupero al viaAl Giglio è tutto prontoper rimuovere la Concordia

In attesa del recupero della Concordia

La più grande operazione navale di tutti i tempi doveva essere avviata alle sei di questa mattina, ma è iniziata alle 9 causa maltempo

Nicoletta Orlandi Posti
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Le operazioni di recupero della nave Concordia sono inziate stamattina intorno alle 9. Il parbuckling, la rotazione cioè della nave naufragata il 13 gennaio, è cominciato con tre ore di ritardo a causa del maltempo: il violento temporale che ha interessato l'isola del Giglio durante la notte non ha permesso l'installazione dei mezzi operativi, tra cui la chiatta dove si trova la control room. La più grande operazione di recupero navale di tutti i tempi, che doveva essere avviata  alle sei di questa mattina, ha subito dunque uno slittamento che, però, non ha pregiudicato l'intera operazione che dovrebbe durare circa dodici ore. A seguire le operazioni oltre 500 giornalisti, tra i quali molti stranieri.  Segui la diretta streaming su LiberoTv La rotazione - Alle 11, 30 la Concordia ha iniziato a ruotare verso l'alto. Lo documentano le immagini televisive che hanno rilevato come una parte dello scafo prima, sommerso dalle acque e dunque arrugginito, ora è sopra il livello del mare. Si calcola una rotazione da 1 a 3 gradi e una emersione di circa un metro segno che la nave ha iniziato il lento processo per tornare in asse. Intorno alle 16.30, lo scafo aveva ruotato di 10 gradi. Per farla ruotare  sono utilizzate 56 catene, che passano sotto lo scavo e sono fissate al fianco sinistro del relitto. Ciascuna catena misura 58 metri e pesa 26 tonnellate: un solo anello 205 chili. Ventidue fanno perno sulle undici torri ancorate stabilmente al fondo marino e saranno tese grazie a martinetti idraulici. Trentasei martinetti si trovano anche su nove degli undici cassoni montati sul lato sinistro. Per favorire la rotazione sara' esercitata una forza pari a 23.800 tonnellate.    "Torni a bordo, c..." Riascolta l'audio di De Falco a Schettino   Non è più incastrata nello scoglio - Poco dopo mezzogiorno il relitto della Concordia si è distaccato dallo scoglio. Lo ha spiegato il responsabile del progetto di Rimozione per la Micoperi, Sergio Girotto: "Le prime due ore erano le più incerte, perchè non sapevamo con precisione quanto la nave fosse incastrata". Ora la nave poggia sul ginocchio, ha detto Girotto, cioè su una parte di fondale che è stata livellata. A chi chiedeva quando si potrà 'stare tranquilli', Franco Gabrielli ha risposto sorridendo: ''Fra 12 ore''. "La partita non è finita, gli imprevisti possono verificarsi anche nel tratto terminale", ha precisato Gabrielli. Al momento tutto procede come previsto, con una "corrispondenza tra realta' e progettualita' e questo lo sottolineiamo con soddisfazione". "Ciò che avverrà nelle prossime ore lo verificheremo e comunicheremo". Alle 18, la nave da crociera si era "raddrizzata" di 10 gradi e i responsabili hanno riferito che le operazioni dureranno tutta la notte, con la Concordia che dovrebbe essere completamente dritta "entro l'alba" del 17 settembre. Pericolo sversamenti - Si calcola che la Costa Concordia, squarciata su un fianco per 70 metri, si sia riempita di 236mila metri cubi di acque interne. Ne potrebbero uscire al massimo 80mila: con tutta probabilità meno della metà. "Ma sono state prese tutte le precauzioni per ridurre al minimo il rischio di contaminazione e inquinamento", rassicura Maria Sargentini, presidente dell'Osservatorio ambientale. Le acque sono state aspirate e 'bonificate' fino all'ultimo e doppie panne di protezione si trovano attorno al relitto e lungo la costa. Proseguono comunque le analisi in tempo reale per osservare possibili delle fuoriuscite di materiali inquinanti (detergenti, saponi, combustibile, oli). Oltre ai rilevamenti dalla costa ci saranno, poi, altri monitoraggi a circa 100 metri dallo scafo in condizioni di sottovento, mentre la nave oceanografica 'Poseidon' si occuperà dell'acqua al largo. Il piano - L'operazione ècondotta dal consorzio italo-americano formato da Titan Salvage e Micoperi, le imprese scelte da Costa Crociere. Le società, su un sito creato ad hoc, sottolineano che la rotazione avverrà grazie a martinetti idraulici (gli strand jacks) che metteranno in tensione cavi di acciaio fissati alla sommità dei nove cassoni centrali e alle piattaforme sulle quali andrà ad appoggiare il relitto dopo il suo raddrizzamento. La Concordia poggerà su un falso fondale creato per riempire il vuoto tra i due speroni di roccia, uno a poppa e uno a prua, che attualmente sostengono la nave. Il falso fondale è stato realizzato posizionando dei sacchi riempiti con una particolare malta cementizia. I sacchi sono dotati di occhielli in modo da poter essere recuperati e rimossi durante la fase di bonifica a lavori ultimati. Sui sacchi sono inoltre state posizione sei piattaforme, tre di grandi dimensioni e tre più piccole. Per inserire i piloni nel fondale di granito è stata necessaria una trivellazione dal diametro di due metri, il cui sistema a circuito chiuso ha evitato di disperdere i detriti in mare. Quando la nave avrà recuperato l'assetto verticale, la Concordia poggerà sul falso fondale a 30 metri di profondità: allora si passerà alla fase successiva, ossia l'installazione sul lato di dritta - quello attualmente sommerso - di quindici cassoni di galleggiamento, uguali a quelli già saldati sul lato sinistro del relitto. Infine con un sistema pneumatico i cassoni sui due lati verranno progressivamente svuotati dall'acqua e forniranno la spinta necessaria a far rigalleggiare la Concordia. A operazione conclusa, la parte che resterà sommersa sarà di circa 18 metri.

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