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Pensioni, l'esercito contro Luigi Di Maio. Parla l'ex generale: "Un esproprio proletario"

Giulio Bucchi
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Egregio Direttore, sono un generale di Corpo d' Armata dell' Esercito, ormai in pensione da 3 anni per mia scelta, a seguito di un comportamento che ho reputato scorretto nei miei confronti, quando ero capo di stato maggiore della missione Resolute Support a Kabul, da parte dell' allora capo di stato maggiore della Difesa, Ammiraglio Binelli Mantelli. Una questione di principio, che mi è costata non poco, come lei può immaginare. Pazienza. Della vita di soldato ho nostalgia, ma non ho rimpianto per quello che ho deciso di fare allora. Ho seguito nelle ultime ore i vari scambi sul tema delle pensioni d' oro. E ieri sera il dibattito su Rete4. A parte l' intervento di Capezzone, che mi è parso di buon senso, il resto veramente da dimenticare. Purtroppo io credo che con questi signori al governo, soprattutto con Di Maio, il buon senso possa non bastare. E mi viene da pensare che pochi abbiano letto quella proposta di legge, persino Rinaldi, presente in trasmissione, e Borghi stesso. Al riguardo, la vorrei invitare a scorrere l' articolo di un mio collega, generale Alessandro Monaco, esperto in materia in quanto già Ufficiale di amministrazione dell' Esercito. Articolo pubblicato su reportdifesa pochi giorni fa. Leggi anche: "Se passa la legge di Di Maio, crolla tutto il sistema delle pensioni" Al di là della sorpresa di essere qualificati come pensionati d' oro - di cui ancora mi sfugge il significato, se non quello generato dalla volontà di cavalcare una troppo facile rabbia sociale - e il grande dispiacere per essere stati additati anche come parassiti sociali, in questo testo sono riportati, nel modo più semplice possibile, argomenti molto validi per definire semplicemente ingiusto un qualsiasi provvedimento volto a tagliare quello che lo Stato ha fissato al momento in cui un "soldato" ha lasciato il servizio o ha scelto di farlo per anzianità dopo aver contribuito per più di 40 anni. Come me. Ma è sicuramente anche utile, il testo, per cogliere la specificità dei militari. Mi permetto solo di aggiungere che avendo superato il limite massimo dell' 80% sull' ultimo stipendio, quale limite per la successiva retribuzione pensionistica, la gran parte di noi ha versato in pratica 10/15 anni di contributi che, per norma, avrebbero dovuto già alimentare il fondo per le pensioni disagiate. Roba tecnica che sicuramente chi è del mestiere conosce perfettamente. Ecco perché queste cose bisognerebbe farle pensare a chi è veramente del mestiere, senza pressioni politiche di sorta. Si tratta di un provvedimento, in definitiva, che io, e non solo io, giudico arbitrario. Un vero e proprio esproprio proletario. Credo che la gente debba conoscere la verità su questi aspetti anche se questa verità possa generare invidia. Ma non credo che si debba governare uno Stato cavalcando così tanto l' invidia da declinarla in rabbia e, quasi, vendetta. La narrativa dei 5Stelle, e di Di Maio soprattutto, ha questa connotazione e ha spinto verso decisioni/promesse prese a cuor leggero e sulle quali, quasi come un capriccio, sembra difficile ora tornare indietro. Come meriterebbe il buon senso e l' attaccamento al dettato costituzionale. Provvedimento che, qualora approvato, costringerà lo Stato e molti di noi ad affrontare la strada del ricorso. Io non chiedo - come Di Maio ha appena affermato seguendo l' usuale (il)logica rabbiosa del suo pensiero - di essere salvato, ma di essere rispettato. Rispettati io e i miei colleghi, presi di mira ingiustamente e persino insultati, dopo una vita lavorativa trascorsa con un perenne carico di responsabilità sulle spalle, anche in orario fuori servizio. di Enzo Santo generale dell'Esercito in pensione

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