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La follia grillino-comunista

Pensioni, l'esercito contro Luigi Di Maio. Parla l'ex generale: "Un esproprio proletario"

1 Settembre 2018

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Pensioni, l'esercito contro Luigi Di Maio. Parla l'ex generale: "Un esproprio proletario"

Egregio Direttore, sono un generale di Corpo d' Armata dell' Esercito, ormai in pensione da 3 anni per mia scelta, a seguito di un comportamento che ho reputato scorretto nei miei confronti, quando ero capo di stato maggiore della missione Resolute Support a Kabul, da parte dell' allora capo di stato maggiore della Difesa, Ammiraglio Binelli Mantelli. Una questione di principio, che mi è costata non poco, come lei può immaginare. Pazienza. Della vita di soldato ho nostalgia, ma non ho rimpianto per quello che ho deciso di fare allora.
Ho seguito nelle ultime ore i vari scambi sul tema delle pensioni d' oro. E ieri sera il dibattito su Rete4. A parte l' intervento di Capezzone, che mi è parso di buon senso, il resto veramente da dimenticare. Purtroppo io credo che con questi signori al governo, soprattutto con Di Maio, il buon senso possa non bastare. E mi viene da pensare che pochi abbiano letto quella proposta di legge, persino Rinaldi, presente in trasmissione, e Borghi stesso. Al riguardo, la vorrei invitare a scorrere l' articolo di un mio collega, generale Alessandro Monaco, esperto in materia in quanto già Ufficiale di amministrazione dell' Esercito. Articolo pubblicato su reportdifesa pochi giorni fa.



Al di là della sorpresa di essere qualificati come pensionati d' oro - di cui ancora mi sfugge il significato, se non quello generato dalla volontà di cavalcare una troppo facile rabbia sociale - e il grande dispiacere per essere stati additati anche come parassiti sociali, in questo testo sono riportati, nel modo più semplice possibile, argomenti molto validi per definire semplicemente ingiusto un qualsiasi provvedimento volto a tagliare quello che lo Stato ha fissato al momento in cui un "soldato" ha lasciato il servizio o ha scelto di farlo per anzianità dopo aver contribuito per più di 40 anni. Come me. Ma è sicuramente anche utile, il testo, per cogliere la specificità dei militari.
Mi permetto solo di aggiungere che avendo superato il limite massimo dell' 80% sull' ultimo stipendio, quale limite per la successiva retribuzione pensionistica, la gran parte di noi ha versato in pratica 10/15 anni di contributi che, per norma, avrebbero dovuto già alimentare il fondo per le pensioni disagiate.
Roba tecnica che sicuramente chi è del mestiere conosce perfettamente. Ecco perché queste cose bisognerebbe farle pensare a chi è veramente del mestiere, senza pressioni politiche di sorta.
Si tratta di un provvedimento, in definitiva, che io, e non solo io, giudico arbitrario.
Un vero e proprio esproprio proletario. Credo che la gente debba conoscere la verità su questi aspetti anche se questa verità possa generare invidia. Ma non credo che si debba governare uno Stato cavalcando così tanto l' invidia da declinarla in rabbia e, quasi, vendetta. La narrativa dei 5Stelle, e di Di Maio soprattutto, ha questa connotazione e ha spinto verso decisioni/promesse prese a cuor leggero e sulle quali, quasi come un capriccio, sembra difficile ora tornare indietro.
Come meriterebbe il buon senso e l' attaccamento al dettato costituzionale. Provvedimento che, qualora approvato, costringerà lo Stato e molti di noi ad affrontare la strada del ricorso. Io non chiedo - come Di Maio ha appena affermato seguendo l' usuale (il)logica rabbiosa del suo pensiero - di essere salvato, ma di essere rispettato. Rispettati io e i miei colleghi, presi di mira ingiustamente e persino insultati, dopo una vita lavorativa trascorsa con un perenne carico di responsabilità sulle spalle, anche in orario fuori servizio.


di Enzo Santo
generale dell'Esercito in pensione

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Commenti all'articolo

  • FUORIDALLEPALLE

    02 Settembre 2018 - 11:11

    caro di malo...qui si tratta semplicemente di impegni bilaterali dove il cittadino paga per anni con una parte dei suoi redditi a fronte di un accordo da onorare all'atto del pensionamento. Certo lo stato ladro prende immediatamente salvo poi negare quanto DOVUTO. Un contratto non può' essere modificato a piacimento da una delle parti. Ma farlo capire al disoccupato volontario neo ministro.......

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  • Franco Pezzali

    01 Settembre 2018 - 19:07

    Leggendo questi commenti, "tutti uguali, generali sig nessuno, chi ha studiato persona inutile, appiattimento dei salari e delle pensioni, posti di comando e potere in mano a sconosciuti senza ne arte ne parte". Qui sta avanzando un nuovo comunismo forcaiolo come quello del 1917 dell'ex URSS: altro che democrazia!

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    • 323363

      01 Settembre 2018 - 23:11

      .... nella fattispecie la legge Angelini che è stata abolita non produce più gli stessi privilegi, tranne che per i gradi da Generale. Un regalo assegnato sotto forma di riconoscimento per la devozione al lavoro svolto. Comunque sia, i privilegi sono stati donati dalla politica in tempi di vacche grasse e non ca

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    • 323363

      01 Settembre 2018 - 23:11

      Vedo che ha capito che volevo dire. Il principio della tutela non esiste più e, pochi o molti che siano, i contributi versati davano la garanzia di un futuro più o meno rispondente al monte degli anni di lavoro svolti. Il Generale in questione ha versato i contributi previsti dalle norme previdenziali che sono cambiate almeno tre volte nell'arco della carriera: Enpas; Inpdap; Inps. I privilegi....

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  • pttfabrizio@gmail.com

    pttfabrizio

    01 Settembre 2018 - 18:06

    ma bravo,i privilegi del generale per un giorno dove sono, non li ha scritti non li vedo, forse al generale per fare 40 anni di contributi ne bastavano 20 o poco più, 40 i versati dallo stato ma non reali,buste paga da principi e pensioni D'ORO, i nostri contributi nelle'esercito valgono doppio, mi dispiace per voi della truppa, questo doveva scrivere signor generale, tutto il resto lo conosciamo

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