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L'omicidio di Yara

Massimo Bossetti, "la prova regina inquinata": Cassazione, verso il ribaltone?

22 Settembre 2018

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Massimo Bossetti

Una clamorosa svolta nel caso dell'omicidio di Yara Gambirasio? Già, perché la prova "regina" per cui Massimo Bossetti è stato condannato all'ergastolo in appello potrebbe essere stata contaminata. È quanto rivela l'ultima puntata di Quarto Grado, su Rete 4. Su queste basi, Bossetti attende con ansia la pronuncia della Cassazione sul ricorso avanzato dai suoi legali, atteso per il prossimo 12 ottobre.

"Massimo ci crede ancora, crede nella giustizia, la sua è un’attesa drammatica, il percorso fatto finora è stato faticosissimo, è rimasto solo, ha perso i genitori, gli è rimasta solo Marita …e i figli". Così l'avvocato di Bossetti, Claudio Salvagni, in studio a Quarto Grado.

Nel dettaglio, i legali hanno sollevato parecchi dubbi sul modus operandi degli inquirenti nel corso del primo sopralluogo sul cadavere di Yara, a Chignolo: gli avvocati sostengono che la traccia genetica repertata sugli slip della ragazzina potrebbe essere stata contaminata. Si tratta della traccia 31G20 che portò all'arresto di Bossetti.

Un video che immortala il sopralluogo mostra gli uomini della Scientifica in tuta e calzari sono impegnati a repertare la zona, alcuni di loro però si nota chiaramente non indossano i calzari, altri prendono un lembo di slip della piccola vittima in cui è stato rinvenuto il Dna di Bossetti senza le pinzette, uno addirittura sembra non indossare i guanti.

Dunque, secondo i legali, non sarebbero state seguite le procedure internazionali: per la difesa, dunque, il lavoro di repertazione sarebbe stato inquinato e compromesso. Bossetti, dunque, punta su questi aspetti nel ricorso in Cassazione: obiettivo minimo, uno sconto della pena.

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Commenti all'articolo

  • carlottacharlie

    22 Settembre 2018 - 19:07

    Chi, in possesso di facoltù mentali poteva dare corda ai magistrati? Nessuna prova certa, solo un bailamme per andar sui giornali, proprio come il processo di Erba, tale e quale, fotocopia. Hanno in mano le nostre vite e noi lasciamo perdere? Troppi incapaci che decidono per concorso e non con un test psicologico o culturale. Mai controlli su tali eccelse menti. Metter loro in galera, no?

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  • luiss_sm

    22 Settembre 2018 - 17:05

    Ma quale sconto di pena.. Se ci sono prove certe, al di là di ogni ragionevole dubbio, e secondo me non è così, lo si condanna all'ergastolo, altrimenti si assolve, No a mezze misure all'italiana. Non ci sono prove certe quindi decurtiamo la pena....Questa non sarebbe giustizia

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