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Il danno e la beffa

Rom ladre e incinte, la circolare del procuratore di Milano Francesco Greco: "Perché non si devono arrestare"

24 Giugno 2019

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Rom, la circolare del procuratore di Milano Francesco Greco: "Rilasciate le ladre incinte o con figli"

Per le donne rom incinte o con figli il Palazzo di Giustizia di Milano stabilisce che non si può procedere all'arresto se queste sono condannate in via definitiva. A deciderlo è il procuratore capo Francesco Greco che ha inviato una circolare datata 12 dicembre 2016, al fine di non intasare il Tribunale e snellire le procedure. Prendono di mira il capoluogo lombardo (per compiere furti in stazione) arrivando in gruppi di dieci/quindici, le donne nomadi che hanno alle spalle già otto o, peggio ancora, dieci anni di reclusione. Queste però - spiega Il Giorno - dopo il fermo vengono rilasciate sulla base di un provvedimento legato all'articolo 146 del codice penale. "Questa norma non funziona, è verificato - spiega il segretario generale del Sindacato autonomo di polizia (Sap), Stefano Paoloni -. È un principio giusto per la tutela della maternità, ma se viene usato come scusante per non rispondere dei reati è necessario fare una valutazione diversa"

Poi ancora: "La presenza delle forze dell'ordine è un deterrente fondamentale contro le rom incinte a caccia di borseggi. Ma questi soggetti spesso escono prima di noi dai nostri uffici, il tempo di completare verbale di fermo e sono libere. Chi delinque quotidianamente come principio di sostentamento non ha nulla da perdere, sfrutta i varchi che ci sono nelle norme: i rom sono avvezzi a rapportarsi con le forze dell'ordine e hanno una consapevolezza approfondita delle leggi italiane, molto maggiore di molti italiani stessi". Per quanto riguarda la circolare della procura di Milano, che invita a non fermare le colpevoli per non intasare gli uffici giudiziari, è in atto una disparità di vedute tra procure che hanno idee molto diverse sull'arresto delle nomadi colte in flagranza. "Lo ripeto, sarà fondamentale che venga modificata la norma - prosegue Paoloni sulle pagine del Giorno -. Esiste discrezionalità da parte delle procure e ogni fatto va valutato a sé. Milano, per arrivare a questa decisione, avrà fatto le proprie valutazioni".

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Commenti all'articolo

  • Italia_Libera

    25 Giugno 2019 - 12:12

    Essere in cinta,gonfiate come fiaschi, non e' una malattia!

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  • esasperata49

    25 Giugno 2019 - 11:11

    nn capisco in prigione sono state messe donne incinte (vedi quella che buttava acido) che differenza c'è, che quella era italia no rom, mentre le altre sono rom.? Poi (nn sarà pulizia etnica) ma dopo la prigione ,in attesa di partorire, un bel nodo sulle tube, così nn si correrà il rischio che restino ancora incinte. tanto hanno già un nr imprecisato di figli che le mantengono.

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  • lellac

    25 Giugno 2019 - 10:10

    Questa è l'ennesima prova di come è ridotta questa povera italietta sinistrorsa e di come si sia incapaci di fare delle riforme serie e sacrosante come quella della giustizia.........

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