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Lega, i servizi segreti italiani monitoravano già i movimenti di Gianluca Savoini e Claudio D'Amico

18 Luglio 2019

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Lega, i servizi segreti italiani monitoravano già i movimenti di Gianluca Savoini e Claudio D'Amico

Emergono nuove indiscrezioni sul caso Russiagate, che vede la Lega indagata per presunti "finanziamenti illeciti da Mosca". Le personalità ora messe alla gogna, ossia Gianluca Savoini e Claudio D'Amico, non erano nuovi ai servizi segreti italiani che li monitoravano da tempo. La conferma - riferisce Il Corriere della Sera - arriva dopo l'audizione del direttore dell'Aise Luciano Carta di fronte al Comitato di controllo parlamentare. Ma i dettagli rimangono segreti perché, come chiarisce l'alto funzionario, "è in corso un'inchiesta della magistratura milanese, dunque nulla può essere rivelato".

Intanto al Copasir Carta assicura che "la vicenda non ha rappresentato un pericolo per la sicurezza nazionale, ma che c'è stato un continuo e crescendo attivismo" degli 007 e questo ha portato a numerosi risultati nell'attività di controspionaggio nel fronteggiare le intrusioni russe che sembrano essere aumentate proprio negli ultimi mesi. Nei prossimi giorni - prosegue il quotidiano di Fontana - il Copasir chiederà alla Procura di trasmettere tutti i documenti che è possibile rendere noti al fine di ricostruire quale sia stato il ruolo effettivo di Savoini nella trattativa con i russi registrata all'hotel Metropol nell'ottobre del 2018 quando parlava a nome della Lega. E dunque la natura del legame con il leader leghista Matteo Salvini.

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