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Sandro Gozi pronto a sollecitare Macron a riesaminare le richieste di estradizione dei terroristi italiani

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Caterina Spinelli
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Nella Francia di Macron - in un agosto reso più caldo dalle polemiche sulla morte di un giovane, dopo gli scontri con la polizia - è stata data dai media scarsa attenzione a Sandro Gozi, 51 anni, ex deputato prodiano, poi sottosegretario nel governo di Matteo Renzi. Gozi entrerà, come consigliere per gli Affari europei, nel... «gabinetto del premier francese, Édouard Philippe». Nomen omen o, come dicono in Francia, le nom est un présage.... «Non sono - ha precisato Gozi - ministro del governo francese. Mi metterò... En Marche, in stretta collaborazione con il Segretario generale francese. Mi aspettavo delle critiche, ma sono rimasto sorpreso dallo scalpore». Una nomina scaturita dall' amicizia, di lunga data, tra Macron e l' ex parlamentare del PD. «Ho conosciuto Emmanuel da prima che entrasse in politica - ha spiegato Gozi - l' ho sempre stimato, è un politico competente. Poi l' ho frequentato, quando lui era ministro nel governo Hollande e io sottosegretario dell' esecutivo italiano». Erano scontate le polemiche in Italia. Giorgia Meloni si è spinta a sollecitare la revoca a Gozi della cittadinanza italiana. «Capisco la leader di Fratelli d' Italia - ha replicato il consigliere del governo Philippe - Salvini le ha portato via tutti i temi di destra, non sa più a che santo rivolgersi, si è messa in testa di fare la guerra all' Europa e alla Francia». Ma, come la guerra - che è una questione troppo seria, per farla dichiarare ai militari - difficilmente, Macron, Philippe e i ministri francesi affideranno al nuovo consigliere, italiano, per le questioni dell' Europa, la gestione di dossier delicati, come quelli, che dividono Roma e Parigi, sull' immigrazione. E, dunque, stia sereno Gigino Di Maio, che ha giudicato «inquietante» che un nostro ex sottosegretario sia diventato esponente di un governo con cui abbiamo molte cose in comune, ma anche interessi confliggenti. Sandro Gozi - che, dal 31 ottobre, una volta ufficializzata la Brexit, lascerà l' incarico a Matignon per volare a Strasburgo come eurodeputato LREM - non ci sta a passare come "traditore dell' Italia". In questi mesi, potrebbe sollecitare Macron e i suoi più stretti collaboratori a riesaminare, con maggiore attenzione, le richieste di estradizione dei tanti terroristi italiani. Costoro, da lustri, vivono, indisturbati, da sussiegosi prof, a Parigi, in primis Giorgio Pietrostefani, confondatore, con Adriano Sofri, di Lotta Continua. E, come un Battisti qualunque, non ha scontato la condanna a 22 anni, appioppata a lui e a Sofri come mandanti dell' omicidio del commissario di Polizia, Luigi Calabresi, a Milano, nel 1972. di Pietro Mancini

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