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Ong slovene, i trucchi sulla rotta balcanica: gioco sporco al confine, come fanno arrivare gli immigrati

4 Agosto 2019

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Ong slovene, i trucchi sulla rotta balcanica: gioco sporco al confine, come fanno arrivare gli immigrati

I migranti continuano ad arrivare via terra da Nord est. Il copione è sempre lo stesso: nella giornata di sabato 3 agosto altri 46 migranti sono stati rintracciati a pochi chilometri da Trieste dalla polizia di frontiera, dopo essere riusciti a passare il confine senza essere fermati da quella slovena. Come riporta Il Giornale si tratta perlopiù di pakistani, tra loro anche 5 minori, provenienti dalla rotta balcanica che attraversa Bosnia, Croazia, Slovenia e arriva in Italia. Gli arrivi a Basovizza (appena oltre il confine) hanno ormai frequenza quotidiana. I migranti arrivano qui stremati dopo decine di tentativi, di respingimenti violenti dalla Croazia verso la Bosnia. Da dove poi ricominciano il viaggio per raggiungere i boschi e i valichi lungo i 240 chilometri di frontiera tra Slovenia e Italia. Nonostante il rafforzamento dei pattugliamenti, i problemi non mancano: a cominciare dalla carenza di mezzi della polizia slovena, fino allo scarso organico e ai pochi strumenti per vigilare le fasce confinarie boschive. Insomma, la situazione è ingestibile non sono per gli italiani.

"Ci sono diverse Ong che aiutano i migranti ad arrivare in Italia senza essere intercettati dalla polizia slovena: controllano dove si trova la polizia e danno loro indicazioni sulla strada da seguire", accusa Branko Grims, deputato del centrodestra sloveno Sds, presidente della commissione parlamentare costituzionale. Il riferimento - prosegue il quotidiano di Sallusti - è soprattutto alla principale organizzazione che opera nel Paese, la Pravno informatcikski center (Pic), già finita sotto attacco per aver favorito l'arrivo di migranti e per aver incentivato escamotage ed aggirato la legge nazionale sull'asilo. Rispondendo a un'interrogazione sul tema, il ministro dell'Interno attuale, Botjan Poklukar ha dichiarato che "nel 2018 la polizia ha notato un crescente attivismo della ong Pic e ne ha verificato l'operato: stando a quanto riferito dai migranti ascoltati, è emerso che i rappresentanti della Ong li avrebbero aiutati ad attraversare i confini, informandoli sulle posizioni della polizia, indicando loro dove entrare per non essere intercettati, e coordinando il loro cammino fornendo indicazioni e dépliant in lingua inglese". La procura ha però archiviato il caso definendo le condotte "a fini umanitari". Un cortocircuito, secondo Grims, visto anche che "è lo stesso governo sloveno a finanziarla".

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Commenti all'articolo

  • marino.defiume

    05 Agosto 2019 - 14:02

    abitando a Trieste, posso soltanto notare che ogni giorno scendono a decine di clandestini, soprattutto pachistani, che dal confine di Fernetti si dirigono poi verso centro città senza che ci sia nessuna pattuglia di polizia o carabinieri a fermarli. Una volta, quando c'era la Yugpslavia di Tito, non era così semplice passare: i militari slavi prima sparavano e poi intimavano lo stop

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  • Carlito58

    04 Agosto 2019 - 18:06

    basterebbe mattere degli agenti a controllare come fanno TUTTI gli altri paesi d'europa ... soprattutto quelli che si riempono la bocca di belle PAROLE altruiste !! ... ma noi figuriamci se ci viene in mente di farlo vero !!?? .. e poi facciamo tanto casino per quelli via mare quando ne arrivano il quadruplo via terra !! .. Siamo un popolo di deficenti .. e non andremo lontano.

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