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Luca Sacchi, il sospetto su Anastasiya "fredda e professionale": "Copre qualcuno, una scelta spietata"

Giulio Bucchi
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"Fredda e professionale" con i pusher. Così i pm romani definiscono Anastasiya Kylemnyk, la fidanzata di Luca Sacchi coinvolta nell'omicidio di Roma avvenuto lo scorso 24 ottobre e ora indagata per spaccio di droga. Quella notte nella sua borsa c'erano 70mila euro che avrebbe dovuto usare per comprare sostanze stupefacenti e che sono diventati l'obiettivo dei due assassini del personal trainer romano. Secondo i pm, la 25enne ucraina ha fornito una prima versione dei fatti non verosimile. Luca non è stato ucciso perché avrebbe difeso la sua fidanzata, dunque. Soprattutto, scrive il Messaggero, dalle carte delle indagini emerge una verità sconvolgente: di fronte alla tragedia, Anastasiya avrebbe fatto "una scelta spietata", cioè "preservare le relazioni criminali" invece di aiutare i carabinieri ad "assicurare alla giustizia gli autori del delitto del fidanzato".  Leggi anche: "Forse Luca non sapeva della droga". Nuova tegola sulla fidanzata In sostanza, la Kylemnyk starebbe "coprendo qualcuno", travolta e stregata nella sua carriera criminale dalla "prospettiva di facile arricchimento" e dal "mondo della malavita". Per questo si sarebbe adoperata "in prima persona" nell'acquisto di marijuana e sarebbe finita, è il sospetto, in un giro più grande di lei, partecipando direttamente "alla delicata fase dello scambio" denaro-droga. Uno scambio che ha coinvolto anche il fidanzato, in maniera letale. 

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