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Coronavirus, così la chiusura dello spazio aereo potrebbe aver favorito il contagio: parla l'esperto

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Davide Locano
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Chi ha sbagliato? Quale errore ha avuto più peso nel contagio da coronavirus che sta terrorizzando e paralizzando il Nord Italia? Perché sta accadendo tutto ciò? Una risposta, concreta e spiazzante, arriva da Dagospia, che mette in evidenza come, paradossalmente, l'epidemia potrebbe essere esplose a causa dello stop ai voli diretti dalla Cina verso l'Italia, uno stop imposto da Giuseppe Conte e Roberto Speranza. Si legge infatti su Dago: "Qual è il problema? Sembra sia stato il blocco dei voli deciso dal ConteCasalino e da Speranza per prendersi le prima pagine dei giornali. È infatti sorprendente che il Paese che ha vantato di aver adottato le misure più stringenti, oggi risulta essere il più colpito". Ma perché sarebbe accaduto? Presto detto: secondo Dago, bloccando i voli dalla cina si è instaurato giocoforza un meccanismo di arrivi attraverso voli indiretti, innumerevoli e provenienti da ogni parte del mondo, di fatto impossibili da incontrollare in modo approfondito. Impossibile, infatti, ipotizzare di mettere in quarantena ogni essere umano che entra in Italia, così come è impossibile interrogarlo per chiedergli se è stato in Cina. Leggi anche: Coronavirus, punto di non ritorno per Conte? I controlli generici, inoltre, sono stati effettuati con i soli termoscanner: come è noto rilevano la febbre, ma come è parimenti noto il contagio può arrivare anche da portatori sani, senza tenere in conto il lungo periodo di incubazione del Covid-19, periodo che non pare essere ancora stato definito in modo univoco. La tesi rilanciata da Dago, per inciso, viene condivisa e rilanciata anche da Pier Luigi Lopalco, professore di Igiene all'Università di Pisa: "Bloccare i voli con la Cina poteva funzionare solo se l'avessero fatti tutti i paesi europei. Ma anche in questo caso c'è stata una carenza". E ancora, spiega: "Se sono un imprenditore del nord-est e torno dalla Cina, faccio di tutto per evitare la quarantena, magari atterro a Ginevra e poi arrivo in treno. Allora serviva un'altra cosa: tutti i paesi europei, tutti insieme, come hanno fatto gli Stati Uniti, avrebbero dovuto bloccare i volti e rallentare il virus", conclude.

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