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Coronavirus, arresto dopo il processo? Ecco come funziona la giustizia oggi: la curiosità

Francesco Fredella
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“Convalide virtuali di arresti reali. In tempi surreali”, il giudice del tribunale di Roma Valerio de Gioia riassume con queste parole un’esperienza del tutto nuova che in oltre vent’anni di Magistratura non ha mai vissuto. In pratica, vista l’emergenza Coronavirus, anche nei tribunali le udienze per “Direttissima” si svolgono regolarmente: gli arrestati vengono processati in collegamento dalle caserme di Polizia o Carabinieri mente il giudice si trova in Aula insieme al cancelliere collegato in webcam. Ci sono anche avvocato e pubblico ministero, ma non in aula. Bensì rigorosamente in collegamento Skype. Una formula del tutto nuova per i processi. Una formula inusuale. Sperimentale.  Intanto, su LinkedIn - che in queste ore è più attivo del solito - si discute sull’opportunità di estendere la modalità di celebrazione dei processi a distanza, utilizzando le nuove tecnologia. Anche dopo l’emergenza Covid-19?  Chissà. 

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