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Coronavirus, virologi contro Zangrillo: "È in corso un secondo ciclo endemico"

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“I numeri fanno pensare a una conclusione della pandemia. In realtà è in atto un secondo ciclo endemico, caratterizzato da modalità di manifestazione differenti da prima”. Così Claudio Cricelli, presidente della società italiana di medicina generale, risponde al fronte ‘ottimista’ rappresentato da Alberto Zangrillo. Il quale parla di “previsioni senza senso” che disegnano uno “scenario apocalittico”, quando invece “tutti gli indicatori stanno volgendo al bello”: il coronavirus “in qualche modo si è modificato e ha perso la sua capacità di replicarsi come qualche mese fa”.

 

 

Ottimismo che però fa a pugni con la posizione espressa dalle società scientifiche, che invece tirano il freno a mano: “Affermare che il rischio pandemico abbia cessato di esistere non ha nessuna base scientifica - insorgono - può essere causa di disorientamento e indurre una parte della popolazione a non rispettare le indicazioni di contenimento che invece devono essere mantenute”. Per quanto riguarda il presunto cambiamento nella natura del virus, le società sostengono che non esista alcuna “evidenza scientifica” e che oggi vediamo una minore incidenza di contagi e un numero più basso di persone così grazi da ricorrere all’ospedale “grazie a tutte le misure prese in questi mesi”. Chi avrà ragione tra le società scientifiche e il fronte rappresentato da Zangrillo? La risposta definitiva si avrà soltanto tra ottobre e novembre

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