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Coronavirus, Massimo Galli e il focolaio al Genoa: "I tamponi? Qualche dubbio ce l'ho"

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I 14 positivi del Genoa fanno tremare il campionato di calcio. Ma fanno dubitare anche i virologi. Cò che crea preoccupazione al momento sono l'affidabilità e l'efficacia dei tamponi, strumenti su cui è stato costruito l'intero sistema di precauzione e difesa dal Covid, non solo nella Lega calcio, ma in tutto il Paese. Sono i tamponi, infatti, che ci consentono di isolare i positivi ed evitare la diffusione del contagio. Ma se scoprissimo che in realtà non sono precisi quanto necessario? Questo è ciò che sembra essere successo ai tesserati del Genoa, 11 giocatori e tre componenti dello staff. Poco prima della partita con il Napoli il 27 settembre, solo due calciatori rossoblu sono risultati positivi, gli altri tutti negativi al primo tampone e pronti, quindi, per giocare al San Paolo.

 

 

 

Solo dopo si è scoperto, però, che il numero di positivi era in realtà molto più alto. Troppo tardi. La partita è stata giocata e i contatti tra i giocatori in campo ci sono stati eccome. E' intervenuto sulla questione anche il virologo Massimo Galli, responsabile delle malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano: "Se tutti i test erano negativi un paio di giorni fa e ora sono positivi, qualche dubbio c'è", ma poi cerca anche di calmare gli animi: "È capitato in questi mesi di vedere un'epidemia di positività che poi non si è rivelata tale. Non fasciamoci la testa per un nuovo blocco". 

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