Continua il sali-scendi del bollettino di aggiornamento sull’epidemia di coronavirus. La sensazione è che qualcosa sia saltato nel tracciamento, dato che negli ultimi giorni i numeri appaiono poco coerenti. Oggi sono praticamente identici a quelli di giovedì: i nuovi casi sono 37.255 su 227.695 tamponi analizzati (tasso di positività salito al 16,4%, +0,3), a fronte di 544 morti e 12.196 guariti. Per il secondo giorno consecutivo i decessi si sono quindi confermati sotto quota 600, però il numero è ancora troppo alto per abbassare la guardia. Per quanto riguarda i dati ospedalieri, invece, sta diventando sempre più difficile analizzare il trend: giovedì c’erano stati 429 ricoveri (più 89 intensive), venerdì 1.041 (più 60 intensive) e oggi di nuovo crollati a 484 (più 76 intensive). Al di là del bollettino, quello che è certo è che la metà de posti letto nei reparti ordinari degli ospedali italiani è occupata da malati Covid, quindi siamo ancora in piena emergenza: la soglia del 50%, ben superiore al limite di rischio del 40% fissato dal ministero della Salute, è stata raggiunta nella giornata di ieri, venerdì 13 novembre. Tornando invece al bollettino, la Lombardia (8.129) si conferma la regione con il maggior numero di nuovi casi, seguita da Piemonte (4.471), Campania (3.351) e Veneto (3.578).




